Il Tirreno

Grosseto

Mancano 15 medici, appello della Cgil

Francesca Ferri

Ambulatori scoperti dall’Amiata alla costa (e oltre), per 15mila-18mila pazienti assistenza temporanea, ma in scadenza

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Francesca Ferri

GROSSETO. In provincia di Grosseto mancano ancora 15 medici di medicina generale in altrettanti comuni. Dall’Amiata all’Isola del Giglio, dalle Colline Metallifere a Castiglione della Pescaia, fino alle colline del Tufo, tra 15mila e 18mila persone non hanno un medico di riferimento e sono seguiti, in modo temporaneo, da altri medici – che si sobbarcano di pazienti in più in via straordinaria – o da medici con incarichi temporanei.

La denuncia arriva dalla Cgil e segue di circa due mesi la mappa, ricostruita dal Tirreno il 1° marzo, sulle carenze in provincia di Grosseto. Il sindacato torna a insistere sui posti vacanti oggi, dopo che pochi giorni fa, il 4 maggio, sono scaduti i termini di pubblicazione delle zone carenti per il 2021.

Il quadro è questo: mancano un medico a Roccastrada, uno a Ribolla (Roccastrada), uno a Scansano, due a Castiglione della Pescaia, uno a Civitella Paganico, uno a Follonica, uno a Massa Marittima (e con accessi nel comune di Montieri), uno a Gavorrano, uno a Seggiano, uno a Castel del Piano, uno a Roccalbegna (con accessi settimanali a Cinigiano), due all’Isola del Giglio e uno a Porto Santo Stefano (Monte Argentario).

Quando un medico di medicina generale (il medico di famiglia) va in pensione o cambia ambulatorio e

non viene rimpiazzato, la prima azione è dichiarare la zona “carente” dirottare i suoi pazienti sui colleghi nel territorio grazie a una deroga al tetto dei pazienti che ogni medico può seguire (1. 200 residenti in ambiti territoriali sopra i 40mila residenti e 1. 000 residenti per ambiti inferiori a 40mila residenti), deroga che però è temporanea, in attesa di trovare un sostituto.

Il problema è che è sempre più difficile trovare dei medici di medicina generale e, soprattutto, trovarne di disponibili ad avere l’ambulatorio in zone periferiche rispetto ai centri urbani, cosa che, in una provincia vasta come quella grossetana, rappresenta più la regola che non l’eccezione.

Un’altra misura per tamponare la situazione sono gli incarichi temporanei ma, anche in questo caso, e lo dice la parola, si tratta di soluzioni a termine.

Entro i primi di giugno dovrebbe essere pubblicata la graduatoria dei medici che hanno fatto domanda per ricoprire i posti suddetti.

Da qui l’appello della Cgil: «Al direttore generale della Asl Toscana sud est e alla Regione – dice la Cgil – chiediamo di fare ogni sforzo possibile per dare risposte certe alle persone, garantendo loro il sacrosanto diritto alla cura e alla salute anche in zone marginali collinari e montane, logisticamente più disagiate. Eventualmente esercitando e stimolando azioni sinergiche tra medici di medicina generale, pediatri di famiglia, operatori socio sanitari e gli infermieri di comunità».

Secondo i dati della Camera del lavoro, entro i prossimi cinque anni in Italia 14.908 medici di medicina generale si ritireranno in pensione (33.238 entro il 2028), e 14 milioni di italiani rischieranno di avere problemi molto seri ad avere un medico di base. Anche perché a oggi le borse per la formazione in medicina generale sono appena 1.100 all’anno. In Toscana a conclusione del decennio 2018-2028 saranno andati in pensione 2.069 medici di medicina generale. Nel 2022 si ritireranno in 279, e già quest’anno si scontano gli effetti di questa dinamica. —

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