Sicurezza
Deposito scorie nucleari L’ipotesi non è tramontata Nasce il comitato per il no
Campagnatico. Il deposito nazionale di rifiuti radioattivi a Campagnatico è un pericolo tutt’altro che scampato e un gruppo di cittadini ha deciso di costituire un comitato per fermare quello che da più parti è stato definito uno scempio, se mai dovesse concretizzarsi.
L’idea è stata lanciata sulla pagina facebook “Proposta costituzione Comitato per il No alle scorie nucleari in Maremma”, nella quale i promotori invitano tutti coloro che hanno a cuore la salute e la qualità dell’ambiente a dare la propria adesione.
Ieri, intanto, sono partite le comunicazioni ai sindaci dei comuni che, oltre Campagnatico, subirebbero l’impatto della realizzazione del deposito, al presidente della Provincia e della Regione, ai rappresentanti istituzionali, per renderli partecipi di questa iniziativa.
«Nelle prossime settimane, una volta raggiunto un ragionevole numero di adesioni e il coinvolgimento delle istituzioni locali – scrivono i promotori – comunicheremo data e modalità di costituzione del Comitato per il No alle scorie nucleari nella bassa valle dell’Ombrone. Nel frattempo siete invitati a segnalare una vostra pre-adesione a questa pagina. Fatelo nell’interesse del territorio, dei suoi abitanti e delle future generazioni che lo popoleranno. Costituiamo un comitato di cittadini e amministratori in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica e di far sentire la propria voce contraria a tale sconsiderato progetto», concludono.
La storia è nota. Il 30 dicembre scorso, Sogin, la società pubblica per la gestione del nucleare, ha desecretato la carta dei siti potenzialmente idonei ad ospitare il deposito unico nazionale di scorie nucleari (Cnapi), rendendola nota attraverso la stampa sei giorni dopo e avviando così il percorso di evidenza pubblica che porterà dagli originari 67 siti papabili, a individuarne solo uno.
L’area a ridosso dell’Ombrone subito sotto al paese di Campagnatico, contrassegnata con la sigla “Gr-2” è tra le 23 di alto interesse, poiché soddisfa i criteri di “esclusione” utilizzati nella prima fase di elaborazione della carta. Così, in Toscana, anche il comune di Trequanda e la Val d’Orcia. Nel frattempo è stata prorogata al 31 luglio la scadenza per la presentazione delle osservazioni da parte di enti pubblici e territoriali, associazioni e portatori di interesse e fino a quella data non ci saranno novità.
Ciononostante non c’è da dormire sonni tranquilli. Tant’è che i Comuni delle province di Siena e Grosseto hanno approvato in consiglio una delibera, proposta dai sindaci di Campagnatico, Trequanda e Pienza, a sostegno dei territori interessati dalla carta della Sogin. —
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