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Grosseto

le trappole della rete 

Auto fantasma e finti operatori 5 denunce per le truffe online

El. G.
Auto fantasma e finti operatori 5 denunce per le truffe online

C’è chi ha avuto guai per un cellulare, chi si è fidato di un falso impiegato postale e chi ha versato la caparra per una vettura inesistente. Intervengono i carabinieri

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GROSSETO. Vede la macchina online: il prezzo è buono. Decide di comprarla e versa una caparra, ma la macchina non c’è, non esiste. I carabinieri entrano in azione e riescono a risalire ai responsabili, risolvendo una truffa ai danni di una donna residente a Ribolla che aveva notato su internet l’annuncio di un privato e l’aveva trovato vantaggioso.

Il prezzo era appetibile. Foto e riferimenti dell’utilitaria erano all’apparenza genuini e infiocchettavano la vettura per farla sembrare un affare. Così la compratrice ha contattato al numero indicato il presunto venditore, il quale è riuscito – con varie rassicurazioni – a far sì che lei gli versasse su una ricaricabile una caparra di 2000 euro. Dopo poco la doccia fredda. Della macchina nemmeno l’ombra. La donna è rimasta a mani vuote: dalla sua denuncia, i carabinieri sono risaliti a tre persone residenti tra Monza-Brianza, Pisa e Roma, tutte denunciate per truffa aggravata in concorso, senza apparenti legami di parentela e coinvolte a vario titolo. Truffe di questo tipo avvengono con gruppi di persone, quasi mai di singoli, che operano in maniera attenta e organizzata per creare una sensazione di sicurezza in chi compra. Rassicurano, forniscono dettagli sul prodotto, stabiliscono un legame credibile.

Più complessa la vicenda che, tornando a Grosseto e sempre in tema di truffe online, ha coinvolto un uomo il quale aveva restituito un cellulare acquistato da un sito specializzato, esercitando il diritto di recesso obbligatorio per legge. Il rimborso non è mai arrivato: i carabinieri hanno identificato e denunciato per ricettazione un uomo di Milano che aveva acquistato il cellulare in questione, il quale era stato rubato da ignoti nella fase di riconsegna tramite corriere.

E c’è stata una terza truffa, risolta dai carabinieri. Sempre a Grosseto, un 65enne è stato raggirato da un sedicente operatore delle Poste, che dopo averlo contattato telefonicamente è riuscito a ottenere i codici per entrare nel suo conto in banca, spillandogli 3.000 euro. I militari sono riusciti a risalire a una responsabile, una donna residente nella provincia di Napoli denunciata per truffa.

Dal caso del finto maresciallo a quella del finto avvocato o al finto operatore Enel, la scusa è quella di presentarsi – anche a casa – come onesto lavoratore in servizio che per svolgere al meglio il lavoro ha bisogno di dati: pure quelli del conto corrente. L’invito, nei casi dubbi, è quello di prendere tempo prima di concludere l’eventuale affare. Ai comandi dell’Arma si possono chiedere informazioni e consigli. –

El. G.

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