Il Tirreno

Grosseto

Gli antincendi del mondo si innescano da Albinia

Massimiliano Frascino
Gli antincendi del mondo si innescano da Albinia

L’azienda manifatturiera Monetti vende le sue produzioni in 40 Paesi E quest’anno il 90 per cento del suo fatturato arriva dalle esportazioni  

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Massimiliano Frascino

orbetello. Ad Albinia, ai margini dell’abitato a poche decine di metri da campi e agriturismi, si mimetizza una delle pochissime realtà maremmane d’impresa in grado di ancorare saldamente il proprio fatturato alle esportazioni sul mercato del mondo. È specializzata in una particolarissima produzione manifatturiera: i cosiddetti «attuatori pirotecnici per l’attivazione di sistemi di sicurezza antincendio». Ma non solo questo. Non è proprio semplicissimo spiegare di che si tratta, ma merita provarci.

Lo fa Luigi Monetti – socio con il babbo nella Monetti srl, misconosciuto gioiellino aziendale che produce una tecnologia di nicchia, all’insaputa dei più molto utilizzata in diverse applicazioni. «In poche parole – chiarisce Monetti – noi utilizziamo l’energia che viene sprigionata da piccole cariche pirotecniche (miscele dosate e tecnologicamente elaborate) per attivare diverse tipologie di dispositivi meccanici, da quelli antincendio a quelli per la protezione delle persone. Facciamo l’esempio di un sistema antincendio all’interno di un supermercato; esso è costituito dalla rete dei tubi in pressione che irrorano il liquido antincendio contenuto negli estintori o nei depositi; ad attivarlo è un sensore di fumo o di calore che dà impulso a una centralina elettrica, la quale a sua volta surriscalda una resistenza all’interno dell’attivatore (una capsula) inducendo una microesplosione che per via meccanica apre le valvole del sistema antincendio. Gli attivatori pirotecnici trovano applicazione in molti ambiti, come a esempio in quello degli airbag per le automobili, per capirsi. Anche se noi ne produciamo per altri tipi di apparati per la sicurezza personale».

La caratteristica delle cariche pirotecniche è l’alta affidabilità, perché non hanno bisogno di manutenzione, rimangono operative per tempi lunghi e si attivano in modo istantaneo; a esempio, aprendo una valvola. E offrono un notevole vantaggio rispetto a un’elettrovalvola tradizionale, che invece può soffrire per l’ossidazione o l’umidità, e quindi dev’essere oggetto di manutenzione costante.

In parallelo a questo tipo di prodotti, l’impresa orbetellana è specializzata anche in dispositivi pirotecnici tradizionali e nella realizzazione di sistemi per l’accensione elettrica a distanza dei fuochi d’artificio, compresi hardware e software.

«L’azienda – spiega ancora Monetti – è nata nel 1985 per iniziativa di mio babbo, che per anni ha lavorato alla Sipe Nobel di Orbetello (produzione esplosivi – ndr), e poi ha sviluppato per altre applicazioni industriali le competenze acquisite negli anni. Io sono arrivato in azienda alla fine degli anni ’90, dopo aver fatto un’esperienza postlaurea del tutto diversa, lavorando con una Ong nella ex Jugoslavia».

Oggi nella sede di Albinia l’azienda dà lavoro a dieci persone, che si occupano di sviluppo dei prodotti, della loro commercializzazione e di assistenza postvendita. Il fatturato varia da uno a due milioni di euro all’anno, a seconda dell’andamento di mercato. «Quest’anno, ad esempio, a seguito della crisi sul mercato interno dei fuochi d’artificio tradizionali a causa del Covid – aggiunge Monetti – abbiamo compensato incrementando ulteriormente la quota di export, che sul nostro fatturato è arrivata a incidere per il 90 per cento. Non a caso abbiamo clienti in più di 40 paesi tra Europa e resto del mondo».

Nel futuro dell’azienda potrebbe esserci una svolta, che porterebbe bene al territorio anche in termini occupazionali (vedi anche box). Già nel 2019, in vista di una gestione diretta della produzione invece di delocalizzare presso terzi, la Monetti ha investito 500mila euro nel progetto iShot®, progettandosi un macchinario 4.0 interamente automatizzato con una capacità produttiva di due milioni di pezzi all’anno, attualmente già istallato in attesa di autorizzazioni per cominciare a lavorare.

«Per le altre linee di prodotti come generatori di gas e attuatori – conclude Luigi Monetti – sono previsti altri investimenti sempre in industria 4. 0 per macchine a controllo numerico, macchinari e stampi per operazioni di stampaggio overmolding, saldatrici robotizzate laser. Si tratta peraltro di tecnologia 4.0, applicata a produzioni di manifatturiero leggero a basso impatto ambientale, perfettamente integrabile nel nostro territorio». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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