Gioco
Dai parchi Disney nel mondo alle cerimonie delle Olimpiadi
orbetello. Il codice Ateco – che identifica l’attività produttiva – della Monetti corrisponde a quello di un’industria manifatturiera. E i suoi prodotti appartengono tutti alla classe di rischio 1. 4S, che fa parte della categoria esplosivi, benché contengano piccolissime quantità di materia attiva, di per sé innocue.
Ma quali sono questi prodotti? Le categorie in cui si suddividono sono due: gli “attivatori pirotecnici”, utilizzati nel settore della sicurezza, e i dispositivi pirotecnici tradizionali per l’accensione elettrica a distanza dei fuochi d’artificio (hardware e software). «In questo ambito – spiega il titolare Luigi Monetti – dal 2019 abbiamo il brevetto internazionale depositato iShot® (I shoot plug and fire) in Europa, Messico, Giappone, Cina e Usa, con una nostra società che lo commercializza in New Jersey. Un sistema che ha il vantaggio di far gestire in sicurezza il lancio di fuochi d’artificio in occasione di grandi manifestazioni pubbliche. Che sarà utilizzato per le cerimonia iniziale e di chiusura delle prossime Olimpiadi in Giappone, ma che già viene utilizzato nei parchi tematici della Disney». Il grosso dei clienti dell’impresa di Albinia sono produttori di sistemi antincendio e di cupole evacua-fumo, produttori di bancomat e di dispositivi di protezione personale per prevenire infortuni da caduta dall’alto. Ma anche di molte altre cose. Ad esempio, gli attivatori pirotecnici di Monetti sono utilizzati da Finmeccanica per azionare il sistema Secur di galleggiamento che impedisce di affondare agli elicotteri nel caso precipitino in acqua, oppure per far scattare i sistemi antincendio Omp per il settore corse auto/moto, o quello Sparco per la sicurezza dei piloti. Ma anche gli attivatori dei sistemi antincendio presenti nei vani motore di autobus o delle cosiddette heavy machines: macchine movimento terra, per il taglio dei boschi o macchinari utilizzati in miniera, che hanno in comune il problema del surriscaldamento dei motori. O ancora l’apertura automatica in caso d’incendio delle “cupole evacua-fumo”.
«Il meccanismo di attivazione meccanica di sistemi diversi fra loro – aggiunge il titolare dell’azienda – è sempre lo stesso e si basa sull’utilizzo dell’energia pirotecnica: piccole dosi di pochi grammi di miscela esplosiva. Un sensore rileva l’urto o l’alterazione termica, la centralina elettrica surriscalda una resistenza che dà l’impulso al dispositivo pirotecnico, il quale incendiandosi produce gas all’interno di un piccolo volume che attiva un meccanismo meccanico, tipo pistoncino». Questo tipo di tecnologia rende operativi sistemi antincendio per ospedali, centri commerciali, aeroporti. Oppure all’interno degli apparati bancomat, quando vengono scassinati, attiva un sistema che spruzza vernice per rendere inutilizzabili le banconote (molto utilizzati in America latina). O ancora, grazie a un oscillometro, sblocca il sistema di gonfiaggio dei giubbotti che proteggono gli operai nel caso di caduta dall’alto (molto utilizzati in Corea del sud). –
M. F.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google