Il Tirreno

Grosseto

l’ostacolo  

Ampliarsi che fatica «Tre richieste a vuoto»

M.F.

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orbetello. La Monetti srl ha provato in ogni modo ad ampliare la propria attività ad Albinia, presentando tre volte richiesta al comune di Orbetello. Ma tuttora il grosso dei suoi prodotti sono realizzati e assemblati in altre zone d’Italia – Marche, Umbria e Poggibonsi – oppure all’estero, in Cina, Repubblica Ceca e Portogallo. «Per produrre i nostri articoli – spiega Luigi Monetti – vorremmo realizzare un nuovo impianto dove fare operazioni di assemblaggio (assiematura, saldature, stampaggio mediante overmolding) di prodotti semilavorati». I prodotti finiti sarebbero poi sottoposti a test di controllo qualità, etichettatura e imballaggio in confezioni idonee. L’azienda, fra l’altro, è titolare di tre marchi e brevetti internazionali relativi ad adattatori per generatori di gas; attuatori pirotecnici; Pyroclock® (accensione fuochi artificiali) e accenditori elettrici IS-A. C’è poi il problema della legislazione, risalente a decreti regi del 1938 e 1941, che equipara le aziende come la Monetti a fabbriche di esplosivi, con vincoli insostenibili. «Purtroppo – chiosa Monetti – siamo pochi e non siamo una lobby potente. In Austria, Germania e Francia, ad esempio, hanno adeguato le leggi. Qui la politica si disinteressa completamente. Anche sul piano locale non c’è relazione; qualche amministratore ci conosce, ma l’interesse è tutto per turismo e agricoltura. Al manifatturiero non pensa nessuno, quando un’amministrazione dovrebbe favorire la diversificazione economica e produttiva. Anche perché la nostra zona si basa su attività produttive precarie, e dovrebbero incentivare aziende ad alto valore aggiunto». —

M.F.

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