Lutto
Strage nel pascolo 72 pecore muoiono per sfuggire ai “lupi”
Predatori seminano il panico, il gregge finisce in un fosso Il pastore: «Sono morte soffocate le une sulle altre»
Francesca Ferri
MANCIANO. Non ci sono solo le zanne affilate che strappano la carne. C’è anche il terrore, il caos della fuga, il gregge che si ammassa e finisce soffocato. Sono morte così, mercoledì, 72 pecore nelle campagne di Manciano. In pieno giorno, al pascolo, davanti al pastore e al veterinario, morte cercando di sfuggire a due predatori.
Le ha viste morire così Carmelo Masala, pastore mancianese, le sue pecore. Non è la prima volta. Ma come la prima volta è stato uno choc.
I fatti risalgono a mercoledì 5 maggio. «Erano circa le 15, il gregge era al pascolo ed era appena arrivato il veterinario dell’azienda perché doveva fare i vaccini – spiega Masala – quando ha visto due predatori, all’apparenza due lupi oppure ibridi, neri, che si sono messi davanti al gregge».
A quel punto le pecore, impaurite, hanno tentato di fuggire ma hanno preso una direzione che si è rivelata fatale.
«Sono andate verso un fosso – racconta Masala – hanno sfondato il recinto e sono finite dentro, morendo schiacciate e soffocate le une sulle altre. E per fortuna c’eravamo noi, che ci siamo subito precipitati a cercare di tirarle fuori il più possibile, altrimenti il bilancio sarebbe stato ancora più alto».
Proprio in questi giorni l’argomento predazioni è tornato sulle cronache dopo che l’associazione DifesAttiva, impegnata nel mitigare il rischio predatori con cani da guardianìa e reti, ha divulgato dati raccolti dall’Asl che evidenziano un calo dei capi predati negli ultimi due anni del 37 per cento. Dati che non convincono il Comitato Pastori d’Italia, che ha sottolineato ieri come molti attacchi non vengano denunciati. E che fanno infuriare Masala.
Il suo è uno degli allevamenti più grandi della provincia con greggi in varie zone. «Impossibile – dice – per chi ha così tanti animali gestirli con cani da guardianìa e reti, come vorrebbero pretendere l’associazione DifesAttiva e il progetto Medwolf. Ma stiamo scherzando? I cani da guardianìa sono pericolosi per escursionisti e ciclisti che passano vicino ai pascoli. Proprio in questi giorni mi hanno minacciato di denunciarmi per via di un cane. E i ricoveri notturni possono andare bene per chi ha un numero contenuto di pecore, ma non per chi ne ha tante, perché diventano dei covi di malattie. Quanto alle reti elettrificate, io le ho avute, ma le ho anche restituite a DifesAttiva, perché basta che si scarichi la batteria e le pecore ci infilano la testa dentro strozzandosi. La verità è che stiamo diventando schiavi di questi predatori, e associazioni come quella sono una presa per i fondelli di chi vuole guadagnarsi il pane lavorando, non prendendo i contributi dell’Ue». —
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