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Secchi, piegati, nudi: sos pini a Villa Gaia

Francesca Ferri
Alcuni dei pini dei giardini a Villa Gaia: sulla sinistra degli alberi piegati, sulla destra due tronchi riamasti dsenza rami dopo un taglio d'urgenza, per motivi di sicurezza, fatto dai vigili del fuoco (foto Agenzia Bf)
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Alcuni dei pini dei giardini a Villa Gaia: sulla sinistra degli alberi piegati, sulla destra due tronchi riamasti dsenza rami dopo un taglio d'urgenza, per motivi di sicurezza, fatto dai vigili del fuoco (foto Agenzia Bf)

I giardini, un tempo ombreggiati e fioriti, sono in abbandono. Ciapetti: «Da 30 anni gli alberi non vengono potati»

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MARINA DI GROSSETO. Il tronco mutilato di un pino svetta solitario da una parte. Tutto intorno, altri alberi piegati dal vento, incredibilmente tenaci in una lotta contro la forza di gravità, carichi dei loro rami secchi e con le radici sfiancate dalla presa sul terreno. I vialetti ormai sono un ricordo che a fatica si intravede tra le erbacce, mentre della fontana e dei bei fiori colorati di un tempo non c’è più traccia.

Benvenuti, si fa per dire, ai giardinetti comunali di Villa Gaia, un tempo angolo curatissimo e piacevole, oggi divenuto l’ombra di se stesso.

A denunciare l’incuria e la mancata manutenzione dei pini e delle piante è Armando Ciapetti, proprietario del chiosco bar che si trova proprio nei giardinetti, oggi dato in gestione, ma fondato dal nonno di Ciapetti, anche lui di nome Armando.

«Mio nonno lo fondò nel 1954 in un angolo dei giardini – racconta Ciapetti – poi nel 1956-1957 lo spostò al centro. Ricordo che fino a trent’anni fa il giardiniere del Comune veniva tre volte a settimana, innaffiava i fiori, potava, puliva la fontana. Era un giardino bellissimo».

“Era”, appunto. La situazione oggi non solo è un pugno in un occhio quanto a estetica, ma è un continuo rischio per l’incolumità delle persone.

«Che io mi ricordi le ultime potature ai pini le hanno fatte 30 anni fa – dice Ciapetti – Ho invece dovuto chiamare io stesso i vigili del fuoco, più di una volta, per venire a mettere in sicurezza pini che stavano cadendo. L’ultima volta lo scorso agosto, li ha chiamati il titolare del bar, perché c’erano dei pini che rischiavano di cadere. Se n’era accorto un anziano potino che abita qui vicino e che aveva visto le radici messe male. La strada è stata chiusa per ben due giorni, il 20 e 21 agosto, per fare l’intervento. I pompieri hanno potuto solo tagliare i rami, ma non è compito loro, ovviamente, rimuovere i tronchi».

Per questo Ciapetti ha chiesto più volte al Comune di intervenire.

«Mi hanno risposto che per tagliare i tronchi “bisogna aspettare l’ok da Firenze”. Ma che vuol dire? Se c’è un’emergenza, c’è un’emergenza. Già due volte sono caduti dei pini, e menomale che era notte e non c’era nessuno. Io sono anni che scrivo raccomandate, telefono, mando email all’Urp, e nessuno risponde».

Ciapetti ha anche chiesto i danni al Comune, perché uno dei pini, a forza di piegarsi, ha finito per toccare il tetto del bar, rovinandolo.

«Ma rovinati sono anche i vialetti e le panchine – dice Ciapetti – che non vengono sistemati da anni. Una volta qua c’era tutta una bella ombra; ora sono tutti spelacchiati, mezzi scalzati. Il gestore del bar ne ha piantati tre, li annaffia e infatti sono ancora vivi. Quelli messi dal Comune sono già tutti secchi».

Chiesti lumi al Comune, l’amministrazione ieri pomeriggio ha fatto fare un sopralluogo a Villa Gaia ai propri tecnici per un eventuale intervento.

Chiude Ciapetti: «In altri giardinetti di Marina il Comune ha fatto la manutenzione: non si capisce perché qui non si è mai visto nessuno». —

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