Sicurezza
Ma quale città bloccata Ci sono soltanto i ritardi imposti da Dpcm e Pd
Il paralogismo è etimologicamente un ragionamento sviato, falso, che da un punto di vista della conseguenza logica è sbagliato. All’apparenza il ragionamento di Lorenzo Mascagni, ma anche quello di Carlo De Martis, sul piano operativo sembra sensato, attribuendo al sottoscritto responsabilità che, se così fosse, mi assumerei certamente per rispetto dei grossetani, ma una premessa errata, un’implicazione abusiva inconsapevole, un’ambiguità linguistica possono minarlo alla radice e diventare paralogismo. Addirittura risulta contraddittorio quando Mascagni parla di imprenditori danneggiati da una supposta inerzia amministrativa. A dire il vero non si direbbe. Si vede che nulla sanno in materia di edilizia e urbanistica. Record di delibere – oltre 140 e non abbiamo finito – del mio settore portate in consiglio comunale, record di incassi di oneri di urbanizzazione e costi di costruzione nell’ultimo decennio; insomma, un evidente attivismo dell’assessorato da un lato e un chiaro sintomo di rinnovato fermento imprenditoriale ed economico della città che sta crescendo dall’altro, che proprio smentisce la situazione “bloccata” di cui parlano.
Comprensibile la difficoltà sua e del Pd nello spiegare ai cittadini gli ottimi risultati che questa amministrazione ha già raggiunto in questi anni, una accelerazione che nel comparto edilizio è frutto di un duro lavoro degli uffici oltre che di una visione che il sottoscritto e tutta la giunta comunale hanno messo in pratica con varianti tecniche e normative. A meno che aver facilitato investimenti in città per milioni di euro ed aver creato così molti posti di lavoro sia una colpa e non un merito. Tant’è, il consigliere, di grande esperienza, nonché ex candidato sindaco, dopo aver presieduto addirittura la quarta commissione, quella che si occupa di urbanistica, ancora si intriga con le normative e spara cartucce ormai a salve, di scarso tenore argomentativo. Lo segue a ruota il consigliere De Martis, in cerca di visibilità anche su tematiche che mal comprende. Addirittura Mascagni lo troviamo negazionista del Covid: attribuisce al sottoscritto ritardi nella redazione del piano operativo ignorando, come lui ignora, i Dpcm del suo governo i quali a causa della pandemia hanno, ex lege, prolungato i termini anche per tutti gli atti amministrativi, piani urbanistici compresi.
Intanto a causa del Covid il governo Conte con i Dpcm ha obbligatoriamente costretto questa amministrazione, nel marzo 2020, a posticipare il termine per il deposito dei contributi dei cittadini, quelli proposti nell’ambito della partecipazione (regolata da legge regionale) portando il limite fino a metà luglio 2020 per il deposito, quindi oltre quattro mesi di stop alla redazione del piano. Tra l’altro il consiglio comunale era assolutamente partito nei termini approvando, entro la fine del mese di novembre 2019, l’avvio del procedimento del piano strutturale. Stia sereno, avvieremo il piano operativo in questi mesi, nonostante le oggettive difficoltà comuni in tutta Italia. Altresì, lo stesso Mascagni confonde addirittura le osservazioni al regolamento urbanistico adottato (quelle del 2011 erano oltre 1.100) con i contributi dei cittadini invitati per la partecipazione nell’anno 2020 (450), in questa fase post avvio del procedimento di revisione del piano strutturale, palesando di ignorare la legge regionale 65/2014, norma fondamentale di governo del territorio. Tra l’altro aspettavamo delle idee illuminanti da parte sua e del suo partito, ma purtroppo non si sono neppure degnati di presentare contributi. Se avevano così tanta voglia di esternare le loro idee, come mai non li abbiamo mai visti agli incontri pianificati con i grossetani? Si sfiora il ridicolo quando si parla di visione di una città e ci si dimentica che loro visione si è espressa in un regolamento urbanistico che per la stragrande maggioranza, al novembre 2019, si è rivelato inattuato. Anche da questo si nota quanto erano in “sintonia” con la città anche all’epoca. La nostra, al contrario, è una visione chiara, ampiamente illustrata all’avvio del procedimento anche dall’architetto Viviani e confermata dagli atti amministrativi nel corso degli anni: una città che guarda verso il mare e che offre più servizi al cittadino, come ad esempio la risposta sociale ai nostri tanti anziani, con le residenze sanitarie assistite e convenzionate con la regione Toscana, che nasceranno grazie alle nostre varianti urbanistiche. Può dormire sonni tranquilli Mascagni poiché fino a quando ci sarà il sottoscritto, non ci sarà spazio per altri centri commerciali e, mi raccomando, non li confonda come solitamente fa in consiglio comunale con i supermercati che sono altra cosa sia dal punto di vista commerciale che urbanistico. Non si agiti il collega avvocato De Martis, non è certo da questa parte che deve ravvisare i nemici del commercio di vicinato, semmai nelle infauste politiche pianificatorie Pd, dal 2006 al 2016. Così come sul centro storico: lo vogliamo vitale e ripopolato. —
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