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ORBETELLO

Riapre il Museo della Guzman era chiuso da oltre cinque anni

Ivana Agostini
Riapre il Museo della Guzman era chiuso da oltre cinque anni

La struttura spalanca i battenti dal 16 maggio per visite guidate su prenotazione «L’obiettivo: farne un luogo aperto alla ricerca e sempre più vicino ai cittadini»

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Ivana Agostini

ORBETELLO. Il Museo della ex Polveriera Guzman riapre i battenti e da domenica 16 maggio, nel rispetto delle disposizioni anti Covid, sarà riaperto solo per visite guidate su prenotazione. Era chiuso da oltre cinque anni.

L’annuncio della riapertura è arrivato ieri nell’edificio della Guzman alla presenza del soprintendente Andrea Muzzi, di Matteo Milletti, responsabile patrimonio archeologico e direttore scientifico Museo Guzman, di Federico Salvini, responsabile di zona al paesaggio, per il sistema museale dei musei di Maremma, Roberta Pieraccioli, e del sindaco di Orbetello e dell’assessora alla cultura Maddalena Ottali. Presente anche il presidente della società che gestirà i servizi museali, Claudio Calastri. Per la riapertura sono stati messi a punto interventi di ristrutturazione che ne hanno permesso di spalancare le porte al pubblico nonostante le restrizioni previste dal Covid. L’obiettivo è quello di far essere il museo un luogo che non solo conservi i reperti ma sia anche aperto alla ricerca e sia più vicino ai cittadini, coinvolgendo le associazioni e le scuole.

«Riaprire il museo è per me una grande emozione – commenta l’assessora Ottali – era uno dei progetti più ambiziosi e per cui da anni lavoriamo in collaborazione con il senatore Roberto Berardi e l’amministrazione tutta con passione e determinazione. Un luogo che potrà finalmente accogliere le nostre associazioni culturali e non solo. Aprire un museo significa dare dignità alle nostre radici e aprirsi al mondo».

Il Comune di Orbetello ha in serbo un altro progetto che sta per prendere forma. «L’idea già in bozza – aggiunge Ottali – è quella di firmare una convenzione con la Soprintendenza per acquisire beni archeologici per il momento non fruibili, condividendo con la Soprintendenza un progetto di riqualificazione. La riapertura del Museo della Guzman non è che il primo passo di un percorso più ampio che prevede la messa a sistema di tutta l’area archeologica del territorio perché diventi un prodotto culturale omogeneo partendo, ad esempio, da Sette finestre. Si tratta di aree non in uso al Comune. Gli assessori vanno e vengono e credo che sia necessario che l’amministrazione prenda un impegno forte affinché tutte le giunte che verranno dopo la nostra trovino un accordo già strutturato che le metta nella condizione di non potersi tirare indietro dall’affrontare i problemi relativi alle aree archeologiche. Con grande senso di responsabilità analizziamo la bozza e fra due settimane l’accordo sarà perfezionato e presentato alla popolazione». Conclude Roberto Berardi: «È stato raggiunto un grande traguardo ed è solo la prima tappa di un percorso storico che porterà il nostro territorio a riscoprire di essere orgogliosi della nostra storia. Ringrazio il dirigente, gli uffici Lavori pubblici, lo staff del cantiere, e il funzionario Marco Quaglia. Senza il loro contribuo non avremmo raggiunto questo risultato». —

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