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Predazioni, nel 2015 exploit di denunce, "Poi l’andamento è costante"

Francesca Ferri
Predazioni, nel 2015 exploit di denunce, "Poi l’andamento è costante"

I dati dell'Asl sugli attacchi alle greggi dal 2015 all'inizio del 2021. Briganti: "L'azienda sanitaria offre consulenza agli allevatori"

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grosseto. Il monitoraggio delle predazioni negli allevamenti della provincia è a cura del dipartimento di Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare dell’Asl Toscana sud est, diretto dal dottor Giorgio Briganti. È qui che gli allevatori denunciano le predazioni. Ed è da qui che parte anche la consulenza alle aziende su sistemi di prevenzione.

«Sistemi che non sono semplici – spiega Briganti – e che vanno calati ciascuno in ogni singola realtà. Noi, come Asl, siamo i primi ad arrivare nelle aziende quando vengono denunciate delle predazioni e, se gli allevatori lo richiedono, forniamo loro consulenza».

Da un paio di anni l’Asl ha infatti attivato un progetto che da un lato fornisce consulenza agli allevatori, dall’altro contrasta il randagismo – con sterilizzazioni e microchippature gratuite e con la cattura degli ibridi tra cane e lupo – e ad oggi ha catturato circa 20-25 cani.

Quanto al monitoraggio delle predazioni in provincia, questi i dati dal 2015 al 17 marzo 2021, forniti dal dipartimento.

Anno 2015: 511 eventi predatori, morti 1.030 ovicaprini adulti, 180 agnelli (totale 1.210) e cinque bovini.

Anno 2016: 305 eventi predatori, morti 565 ovicaprini adulti e 75 agnelli (totale 640) e tre bovini.

Anno 2017: 380 eventi predatori, morti 758 ovicaprini adulti e 116 agnelli (totale 874) e tre bovini.

Anno 2018: 356 eventi predatori, morti 840 ovicaprini adulti e 121 agnelli (totale 961) e 12 bovini.

Anno 2019: 355 eventi predatori, morti 704 ovicaprini adulti e 95 agnelli (totale 799) e 17 bovini.

Anno 2020: 301 eventi predatori, morti 572 ovicaprini adulti morti e 32 agnelli (totale 604) e cinque bovini.

Anno 2021 (fino 17 marzo): 107 eventi predatori, morti 212 ovicaprini adulti e 22 agnelli (totale 234).

«Il primo anno c’è stata un’impennata di casa, probabilmente legata al fatto che sono stati previsti degli indennizzi – spiega ancora Briganti –. È impossibile dire se e quanti siano i casi non denunciati, ma c’è comunque un indizio, visto che poi c’è un calo e poi, sostanzialmente, il dato è costante». —


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