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Salvatori (ex Medwolf): "Gli enti valutino le protezioni e aiutino i pastori»
GROSSETO. Un appello alla Regione perché sostenga gli allevatori nel dotarsi degli strumenti che aiutano a tenere alla larga il lupo arriva anche da Valeria Salvatori (Istituto di ecologia applicata), già coordinatrice del progetto Life Medwolf (2013-2017).
Proprio i risultati di quell’esperienza (68 aziende), e quelli del monitoraggio post life riferiti al 2019-2020 (63 aziende, quelle con solo recinzioni), sono stati portati da Salvatori nell’incontro sulla piattaforma Grandi carnivori. «Monitorare gli effetti delle misure adottate – dice Salvatori – serve agli enti responsabili per poter valutare ed eventualmente modificare le loro strategie».
Già nel 2017 era stato evidenziato come i ricoveri notturni, se usati correttamente, dimezzano gli attacchi. «Le aziende con i ricoveri affidati nell’ambito del progetto subiscono in media due attacchi all’anno – dice Salvatori – con perdite a un livello considerabile entro il rischio d’impresa, meno dell’1,5 per cento dei capi persi. Le misure di prevenzione però hanno bisogno di essere di uno standard adeguato e usate correttamente perché altrimenti si potrebbe ottenere l’effetto opposto». Succede, ad esempio, quando i recinti non sono del tutto chiusi, o quando si lasciano punti vulnerabili.
«Gli allevatori nel Grossetano, come in tutta Italia, stanno affrontando un periodo molto difficile – dice Salvatori – il settore è in crisi da anni e il prezzo del latte non è più adeguato da tempo. La presenza del lupo aggrava la situazione e dal momento che si tratta di una specie protetta gli allevatori non possono essere lasciati soli ad assumersi la responsabilità di modificare le loro modalità di gestione senza condividerne gli sforzi e gli investimenti economici». La Piattaforma Grandi carnivori ha elaborato diverse proposte già nel 2019, incluse misure facilmente attuabili attraverso il Programma di sviluppo rurale, e le ha sottoposte alla Regione. Ma non ha avuto risposta. Salvatori chiede perciò alla Regione «di riconoscere il maggiore investimento degli allevatori e ridare dignità al loro ruolo nella conservazione dei territori che caratterizzano il Grossetano». —
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