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«Ex Sitoco, da problema deve diventare risorsa»

«Ex Sitoco, da problema deve diventare risorsa»

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ORBETELLO. «La Sitoco è come se osservasse la sua comunità, uno sguardo critico. Immobile come lo specchio d’acqua su cui si affaccia, resta in attesa di tornare a essere utile». Mario Chiavetta, candidato sindaco di Orbetello, interviene sull’ex impianto di produzione di concimi chimici allo Scalo.

«Il sindaco Casamenti – dice Chiavetta – ogni tanto si risveglia dal suo torpore istituzionale ed emette ordinanze come se le coperture fatiscenti dello stabilimento fossero improvvisamente apparse in laguna. Si accorge, Casamenti, nell’atto 48 del 21 aprile 2021, di “sospetta presenza di amianto” e desume che questa sostanza potrebbe causare “un inconveniente igienico sanitario”. Dopo anni non si sa ancora di quali materiali si compongono le varie coperture dei fabbricati che stanno crollando? Potrebbe chiederlo ai cittadini di Orbetello Scalo. Basta. Veramente si sono superati tutti i limiti. Se in questi anni trascorsi si fosse usata la carta prodotta per ricoprire la Sitoco, ora la situazione sarebbe migliore. L’inerzia procura danni di ogni genere e non genera crescita. Gli orbetellani hanno un’area di pregio occupata da ruderi fatiscenti e pericolosi da recuperare alla bellezza, alla qualità della loro terra. Il nostro impegno sarà di renderla in parte pubblica e di destinare quella zona a progetti che sappiano dare conoscenza, scienza e sviluppo economico». A Orbetello – prosegue il candidato – «non ci servono nuove case ma lavoro stabile, qualificato e capace di futuro. Noi pensiamo a un polo tecnologico-scientifico che sia funzionale a mantenere il “bene laguna”, un motore della conoscenza, abilitante, per ricerche, studi, realizzazioni, centri di formazione e di insegnamento intorno alle importanti tematiche sulla laguna e delle nostre peculiarità di fauna ittica e biologia marina. Portiamo nella nostra terra lavoro qualificato e opportunità di crescita sulla salvaguardia delle produzioni alimentari sostenibili con particolare attenzione all’acquacoltura e alla gestione lagunare, rendiamo quello che oggi è il problema dello sviluppo delle micro e macro alghe e dei batteri un tema di studio non trascurando approfondimenti e ipotesi scientifiche sullo sfruttamento come futuro cibo». —



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