La manifestazione
Calano i capi predati, DifesAttiva: "Reti e cani funzionano"
In due anni meno 37 per cento di pecore uccise in provincia, l'associazione chiede alla Regione che aiuti gli allevatori
GROSSETO. Gli attacchi dei predatori, per lo più lupi o incroci, ai danni di pecore al pascolo sono una delle piaghe che affliggono gli allevamenti in provincia. E tuttavia in due anni, dal 2018 al 2020, l’Asl ha registrato un calo dei capi predati di oltre il 37 per cento. Nel 2018 ci sono stati 336 attacchi con circa 955 capi predati, mentre nel 2020 gli attacchi sono stati 302, cioè 34 in meno, e i capi predati 600 (clicca qui per leggere il servizio con tutti i dati).
Dati che DifesAttiva, associazione che supporta gli allevatori con recinzioni ad hoc e cani da guardianìa debitamente addestrati, legge con fiducia. E che ha sottolineato nell’incontro che martedì ha riunito tutti i soggetti che fanno parte della piattaforma “Grandi carnivori”, un gruppo di lavoro che coinvolge le parti interessate all’argomento “lupo” (allevatori, associazioni di categoria e ambientaliste, carabinieri forestali, enti pubblici) attivo dal 2018. DifesAttiva imputa il calo dei capi predati proprio all’adozione di cani e recinzioni, gli stessi strumenti, del resto, del progetto Life Medwolf che dal 2013 al 2017 li ha portati in 68 aziende, osservando una diminuzione del 50 per cento degli attacchi notturni.
Parte dell’eredità di Medwolf è stata raccolta da DifesAttiva che, a dicembre, contava 28 aziende aderenti nel Grosseto (oggi sono 20 e otto in Nord Italia). E sebbene il numero sia parziale rispetto al totale delle aziende, secondo DifesAttiva l’esperienza maturata è indicativa di come, con cani e recinzioni, si possano arginare le predazioni. «I dati in nostro possesso sulle predazioni registrate lo scorso anno in provincia di Grosseto – spiega Francesca Barzagli, presidente di DifesAttiva – dimostrano come i cani da protezione del bestiame e i ricoveri notturni, se utilizzati nella maniera corretta, siano uno strumento efficace per ridurre gli attacchi alle greggi». Nel 2020 sono state 19 le aziende seguite da DifesAttiva che non hanno avuto danni. In più ci sono sette aziende che dal 2017 non hanno mai avuto attacchi.
I buoni risultati, però, non riescono a descrivere il grosso sforzo degli allevatori per difendersi dai lupi. «Un lavoro – sottolinea Barzagli – che non è scontato né semplice da parte delle aziende zootecniche e che richiede tempo, uno sforzo economico e un grandissimo supporto tecnico».
Per questo l’associazione si rivolge alla Regione Toscana chiedendole che intervenga tramite sostegni e stanziando fondi soprattutto per gli allevatori dei territori più colpiti – in particolare le zone di Roccalbegna, Manciano, Campagnatico, Scansano e Grosseto – «in modo – dice Barzagli – da permettere alle aziende in crisi di continuare a difendersi e non dover chiudere. Alcune zone sono più a rischio di altre solo perché hanno più bestiame ed è su quello che bisogna cominciare a ragionare, usando i dati. Sono tanti, infatti, gli allevatori che con grandissimi sforzi hanno ridotto le predazioni e che adesso devono essere sostenuti dalla Regione con investimenti e risorse che consentano loro di mantenere la sicurezza e tornare a lavorare con serenità». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.40241629:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2021/05/06/news/gli-strumenti-ci-sono-gli-enti-li-valutino-e-aiutino-i-pastori-1.40241629]]
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.40241628:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2021/05/06/news/nel-2015-exploit-di-denunce-poi-l-andamento-e-costante-1.40241628]]
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.40242928:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2021/05/07/news/strage-nel-gregge-72-pecore-muoiono-cercando-di-fuggire-ai-predatori-1.40242928]]
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
