Il Tirreno

Grosseto

il taglio del nastro 

Venti anni di firme raccolte per la rotatoria «Adesso me ne prenderò cura io stesso»

Michele Nannini
Venti anni di firme raccolte per la rotatoria «Adesso me ne prenderò cura io stesso»

Ieri mattina all’inaugurazione c’era anche Gianfranco Serafini: l’imprenditore adotta il rondò sulla Vecchia Aurelia

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Michele Nannini

FOLLONICA. La nuova rotatoria all’incrocio fra la provinciale 153 Vecchia Aurelia e via Leopardi sarà una delle prossime opere ad essere adottata dai cittadini che se ne prenderanno cura e la renderanno piacevole alla vista oltre che utile alla circolazione stradale. E a farsi carico del look sarà Gianfranco Serafini, imprenditore nel settore della sanità e fisioterapia, uno dei residenti nelle zone al di là dell’arteria provinciale per le quali la nuova rotatoria è diventata un’opera vitale per la sicurezza.

«Dopo venti anni di firme raccolte in ogni modo, di promesse e di speranze finalmente la rotatoria è diventata realtà – spiega Serafini, intervenuto ieri alla cerimonia di inaugurazione dell’opera pubblica alla presenza del presidente della Provincia Antonfrancesco Vivarelli Colonna, del sindaco di Follonica Andrea Benini e del consigliere provinciale con delega alla viabilità Marco Biagioni – un enorme grazie deve andare a Biagioni che si è speso in prima persona e si è interessato a lungo perché questa realizzazione diventasse realtà. Per le famiglie che abitano al di là della Vecchia Aurelia è un sogno che si avvera, finalmente sarà possibile raggiungere Follonica in sicurezza e senza rischiare violazioni o incidenti. Ho già inoltrato richiesta alla Provincia di poter “adottare” la rotatoria in modo da poterla curare e mantenere in ordine per completare questo importante intervento e renderlo anche a livello estetico piacevole oltre che utile».

Anche il primo cittadino del golfo ha accolto con logica soddisfazione il taglio del nastro dell’opera viaria alla quale erano presenti, oltre alle autorità, anche numerosi residenti della zona oltre a Gianfranco Serafini. «Questo progetto – commenta il sindaco di Follonica Andrea Benini – avviato nell’inverno del 2016 e portato a conclusione dall’attuale amministrazione provinciale guidata dal presidente Antonfrancesco Vivarelli Colonna è fondamentale per mettere in sicurezza uno dei nodi più pericolosi di accesso alla città. In passato su quell’incrocio sono avvenuti numerosi incidenti, spesso gravi, la nuova rotatoria risolve quindi un problema annoso che tutta Follonica sperava da tempo di poter archiviare. Un ringraziamento particolare va al grande lavoro che è stato fatto da tutti gli uffici tecnici della Provincia, che hanno dimostrato capacità e competenza, ma anche ai nostri uffici comunali per la collaborazione dimostrata nei vari passaggi che hanno portato alla realizzazione dell’opera. Dopo anni abbiamo finalmente messo in sicurezza uno degli incroci più pericolosi, un intervento a lungo atteso soprattutto da chi vive al di là della Vecchia Aurelia; il percorso preliminare era impostato da anni ed è stato portato avanti in un ottimo esempio di collaborazione istituzionale con Vivarelli Colonna e Biagioni, il tutto nell’interesse dei cittadini».

«È una missione compiuta per la Provincia che dalla riforma Del Rio purtroppo gode di risorse limitate – spiega Vivarelli Colonna – in una rete viaria ad alta percorrenza come questa è un risultato importante, frutto del lavoro di oltre venti anni dei cittadini e di una importante sinergia negli ultimi quattro anni con il sindaco Benini e l’amministrazione locale». «Con l’inaugurazione della rotatoria sulla Vecchia Aurelia la Provincia di Grosseto dà una risposta concreta alle richieste dei cittadini di Follonica e risolve un problema annoso relativo alla sicurezza stradale – dice infine Sandro Marrini, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale – è stato portato a termine un obiettivo storico, che rende giustizia anche al comitato di cittadini nato proprio per chiedere più sicurezza in quell’incrocio e che assume ancora più valore in considerazione del fatto che l’ente è costretto ad operare con grandi ristrettezze economiche». —

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