Sicurezza
L’ultimo scudetto prima dell’addio a Pietro Lecchini
follonica. Viene da pensare che non abbia voluto perdersi la festa prima di andarsene. Ha aspettato domenica e quel diciannovesimo scudetto vinto a dieci anni di distanza dal diciottesimo, poi se n’è andato. Sarà questo uno dei tanti ricordi lasciati in eredità da Pietro Lecchini, uno dei soci fondatori dell’Inter Club di Follonica “Giacinto Facchetti”, scomparso nella notte tra lunedì e martedì all’età di novant’anni.
Colori nerazzurri a parte (a cui era legatissimo) Lecchini è una persona che lascia dietro di sé l’immagine di una persona passionale e divertente.
Nato a Caldana, nel comune di Gavorrano, si è trasferito ben presto nella città del golfo, dove si è sposato e ha avuto la figlia Roberta.
Trovò lavoro come macellaio alla Coop quando il supermercato era ancora in via Roma, nel pieno centro cittadino follonichese: professione da cui era andato in pensione già da tempo.
Le passioni a Lecchini non sono certo mancate nella vita, ma tra le più profonde c’era senz’altro quella per l’Inter, tant’è che sul golfo è stato uno dei soci fondatori del club intitolato a Giacinto Facchetti, storico capitano di quella che è passata alla storia come la Grande Inter. In una delle cene che seguirono la nascita della realtà nerazzurra follonichese, in città arrivò anche il figlio di Facchetti, Gianfelice, e Lecchini non mancò certo all’appuntamento, così come non ha mai fatto mancare la sua presenza né agli altri appuntamenti né tanto meno al momento del calcio d’inizio delle partite, sempre nelle prime file del club davanti allo schermo.
Il presidente del club, Maurizio Ceccarelli, lo ricorda con affetto. «Pietrino è stato una colonna del nostro club a cui era legatissimo – dice divulgando due righe di condoglianze – Il presidente, il consiglio direttivo e tutti i soci sono vicini alla famiglia in questo triste momento».
La salma sarà esposta fino a questa mattina nella camera ardente vicino alla chiesa di San Leopoldo, poi prenderà la via per Grosseto per la cremazione. Ma prima dell’ultimo saluto, nel club tutti vogliono ricordarlo per aver voluto attendere che la sua squadra tornasse sul tetto d’Italia. «Te ne sei andato non prima di aver visto l’Inter tornare campione – conclude Ceccarelli – Ciao Pietro». — Alfredo Faetti
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