Il Tirreno

Grosseto

Nel ’98 l’Hyde Park naufragò speriamo non accada di nuovo

Lorenzo Mascagni capogruppo Pd Comune di Grosseto
Nel ’98 l’Hyde Park naufragò speriamo non accada di nuovo

Ventitré anni fa il progetto del maxi polmone verde non andò in porto Mascagni (Pd) rammenta la causa: ovvero, la mancanza di risorse  

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la riflessione

Quando il 1° aprile l’Amministrazione comunale ha presentato il progetto del Central Park della Maremma all’ex Diversivo, i più attenti alle vicende grossetane saranno tornati indietro di 23 anni. E precisamente al 20 ottobre 1998 quando l’amministrazione comunale di centrodestra annunciò alla città il progetto di un grande parco urbano all’ex Diversivo. Si parlò allora di Hyde Park e di Grosseto come “piccola Londra”. Qualche anno dopo, nella primavera del 2004, l’allora vicesindaco Agresti, si sbilanciò anche sulla data di inizio dei lavori: l’anno 2005. Ovviamente, del parco non se ne fece nulla.

Si dirà che erano altri tempi e altri uomini. In realtà non del tutto. Perché di quella Amministrazione facevano parte, come assessori o consiglieri comunali, molti degli attuali esponenti della maggioranza che governa il comune di Grosseto: Agresti, Cerboni, Lolini, Ceccherini…Già all’epoca il progetto naufragò perché non c’erano le risorse. Per questo, la notizia che il progetto dei due boschi urbani non verrà finanziato al momento dalla Regione Toscana perché si è classificato troppo indietro in classifica, oltre a non essere una buona notizia, invera il timore il timore di un deja vu; del solito annuncio da pre-campagna elettorale, che poi non avrà alcun seguito.

Se anche questa volta alle promesse non seguissero i fatti, il centrodestra grossetano sarebbe recidivo. Eppure l’esperienza di questi anni dovrebbe aver fatto comprendere a chi amministra la città che le casse dei Comuni sono alquanto vuote e le opere pubbliche di una certa consistenza si possono realizzare solo se arrivano finanziamenti europei, dello Stato o della Regione. Così è accaduto per il ponte sull’Ombrone (finanziamenti reperiti dalla vecchia amministrazione e contributi regionali), per la realizzazione della ciclabile dal parco degli Etruschi al Ponte sull’Ombrone (fondi statali del bando periferie), per l’abbattimento dello scheletro delle terme di Roselle (idem). Per questo c’è da augurarsi sinceramente che la Regione trovi ulteriori fondi per finanziare anche i progetti arrivati indietro in classifica, tra cui quello del Comune di Grosseto. —

Lorenzo Mascagni

capogruppo Pd

Comune di Grosseto



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