Attenzione
«Il centro vaccinazioni è pronto Perché la Asl non dà il via libera?»
Il sindaco Giuntini: silenzio inaccettabile. Intanto a Valpiana il parco è di nuovo aperto al pubblico
Alfredo Faetti
massa marittima. Nel complesso delle Clarisse è tutto pronto per dare il via al centro vaccinale anti-Covid. La struttura è pronta per essere utilizzata, mentre medici e infermieri in pensione hanno già dato la loro disponibilità. Manca solo l’Asl che dia i tempi di attivazione.
Il sindaco Marcello Giuntini ha già scritto a riguardo ai dirigenti ma ancora non ha ricevuto alcune risposta. «Un silenzio inaccettabile», dice furioso. Sul silenzio dell’Asl interviene anche il monterotondino Giacomo Termine, che a sua volta non le manda a dire. «Non comprendiamo il senso di questo ritardo – dice Termine – e non accettiamo che ci siano cittadini di serie A e di serie B». Il centro vaccinale massetano è stato presentato come una necessità già tre settimane fa, in occasione della conferenza dei sindaci, in modo da alleggerire la pressione su quello a Follonica. Doveva essere insomma un presidio rivolto alle Colline Metallifere e nonostante il Comune abbia proceduto a ritmi sostenuti per allestire Le Clarisse, in piazza XXIV Maggio, dall’Asl non è arrivata alcuna risposta. Un silenzio che sa di beffa a Massa Marittima, dove la situazione emergenziale sta migliorando.
La dimostrazione arriva anche dalla frazione di Valpiana, dove è stata ritirata l’ordinanza di chiusura del parco pubblico scattata due settimane fa a seguito di un focolaio in paese. Focolaio scoppiato a seguito di una festa di compleanno e per cui il sindaco parlò di «numeri da zona rossissima». Ma il momento critico in paese sembra ormai essere alle spalle, «I parametri sono rientrati», si legge nell’atto amministrativo con cui è stato riaperto il parco.
Ma se da una parte la situazione va migliorando, dall’altra la prevenzione (intesa qua come vaccinazione) è ferma al palo. «Ho scritto dieci giorni fa – racconta Giuntini– una lettera al direttore generale della Asl Toscana Sud Est Antonio D’Urso e alla dottoressa Anna Beltrano, coordinatrice dell’attività di vaccinazione dei nostri territori, e non ho ancora ricevuto alcuna risposta. Il Comune ha investito risorse per adeguare la struttura e rendere possibile questo importante servizio per la popolazione locale e per quella dei comuni limitrofi». Il sindaco è categorico: «non accettiamo più alcun ritardo senza adeguata motivazione».
E il collega di Monterotondo Marittimo lo è altrettanto. «Durante la conferenza dei sindaci fa è emersa chiaramente la necessità di dare massima connotazione di prossimità alle vaccinazioni – dice Termine – per alleggerire anche la pressione che si crea sui centri vaccinali già in funzione». Per questo è stata avanzata la richiesta di un altro centro vaccinale sulle Colline Metallifere oltre a quello presente a Follonica. «Un centro – prosegue Termine - a servizio degli abitanti di Massa Marittima e dei comuni di Montieri e Monterotondo Marittimo».
Non solo la struttura è pronta, ma lo è anche il personale, visto che medici e infermieri in pensione hanno già dato la loro disponibilità all’accoglienza. «Ma la Asl, non avendo ancora aperto il centro di Massa Marittima, ha chiesto a questi medici e infermieri di mettersi a disposizione per il centro vaccinale di Follonica – tuona Giuntini – Nei prossimi giorni il complesso Le Clarisse di Massa Marittima sarà utilizzato da alcuni medici di medicina generale per inoculare la seconda dose di vaccino».
Ora sulle colline si attende che l’Asl batta un colpo. «Vogliamo che il centro apra per accelerare con le vaccinazioni e dare una risposta concreta alle richieste che arrivano dalla popolazione – conclude il sindaco di Massa Marittima – Ci siamo mossi con estrema rapidità, peraltro senza chiedere alcun tipo di rimborso all’azienda sanitaria, considerando quanto sia essenziale la vaccinazione per mettere in sicurezza i territori, e soprattutto le persone più fragili, come gli anziani, che fanno fatica a spostarsi per raggiungere gli altri centri vaccinali. Ma tutto dipende dalla Asl». —
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