Il Tirreno

Grosseto

Tintarella sul mare e ristoranti pieni «Ma il coprifuoco ci danneggia tanto»

Michele Nannini
Tintarella sul mare e ristoranti pieni «Ma il coprifuoco ci danneggia tanto»

Proteste dei ristoratori per le regole delle riaperture «I clienti non possono nemmeno andare in bagno»

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Michele Nannini

FOLLONICA. Il mercatino sul lungomare pieno di gente. E poi bar e ristoranti al completo, per un caffè, un aperitivo, un pranzo in relax o una frittura veloce. Ma solo per chi ha la fortuna di avere spazi a disposizione all’aperto.

I primi appassionati del mare invece non hanno perso tempo e nonostante il sole a intermittenza, ma con le temperature già elevate, hanno iniziato senza problemi l’operazione tintarella, sia in spiaggia libera che negli stabilimenti che hanno fatto in tempo ad allestire il litorale in concessione. Il primo weekend totalmente in giallo ha visto anche a Follonica una rinascita del settore economico e turistico, una voglia repressa di ferie, divertimento e normalità che col passaggio al nuovo mese sembra improvvisamente esplosa in tutta la sua potenza.

Nessuna situazione di particolare criticità, nonostante l’alto numero di persone in giro i follonichesi e i turisti non sembra abbiano dimenticato per la maggior parte le norme ancora in vigore, e quindi distanziamento, mascherina e occupazione dei tavoli entro le misure consentite dalle attuali normative.

Tranne qualche logica eccezione quindi la voglia di tornare a una vita più o meno pre-pandemia non sembra coincidere con il “liberi tutti” temuto a più riprese nei giorni scorsi. Fondamentale sarà comunque non abbassare la guardia e cercare di rispettare ancora per qualche settimana le limitazioni in vigore, sperando che la curva dei contagi diminuisca e che, come auspicato anche dai manifestanti che sabato e domenica hanno voluto dimostrare la propria contrarietà alle attuali norme, coprifuoco e divieti possano diminuire già nel mese in corso e poi per tutto il resto dell’estate. «È stato un buon weekend nonostante le difficoltà che dobbiamo registrare operando in questa fase – spiega Mauro Palmieri, titolare del ristorante Lanternina a Pratoranieri, consigliere provinciale Ascom e presidente provinciale Silb – noi abbiamo lavorato al 30% delle possibilità ma siamo tra i fortunati assieme agli altri che hanno potuto aprire, c’è però chi sta peggio come i locali che hanno posti solamente al chiuso. E comunque non è semplice con le numerose prescrizioni da rispettare come il numero massimo di persone al tavolo, il cliente che non può andare in bagno se non per impellenze. Sono limitazioni esagerate, la gente ha voglia di uscire e di divertirsi ma non possiamo riprendere a lavorare appieno. E poi il coprifuoco alle 22 è un’operazione fatta male: chi finisce di cenare alle 22 come fa a tornare a casa? E il dipendente? E il proprietario? Speriamo che la norma venga rivista, non serve nemmeno spostare il coprifuoco alle 23 perché c’è un’ampia fetta di operatori come i pub che non possono comunque lavorare. Infine speriamo che a breve si possa tornare anche a riaprire le discoteche, chiuse da un anno con un settore che fattura milioni di euro completamente fermo e 400 mila addetti costretti a rimanere a casa».

«È stata una ripartenza ma non quello che volevamo – conferma Michele Cocola, titolare del Tiburon a Senzuno e presidente della Pro Loco – se si possono adottare le accortezze anticovid all’esterno perché non farlo anche con i locali che hanno solo posto all’interno? Ci sono i supermercati pieni, i mezzi di trasporto pieni, gli autogrill sempre aperti ed è davvero inconcepibile che non possano riaprire i locali al chiuso, sono provvedimenti senza logica. Ho visto invece molto rispetto da parte delle persone delle prescrizioni in atto, sia nei locali che fuori, un bel segnale di civiltà». —

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