Sicurezza
Zone 30: da Barbanella al Villaggio Curiel
È stato approvato il piano urbano della mobilità sostenibile che prevede la creazione di dieci “quartieri” a velocità ridotta
Giovanna Mezzana
grosseto. Gli automobilisti dovranno farsene una ragione: il piano urbano della mobilità sostenibile “è legge” – dopo l’adozione è stato anche di recente approvato dal consiglio comunale – e le loro esigenze d’ora in poi verranno dopo quelle dei pedoni. Mettere al centro dell’azione amministrativa i desiderata e le esigenze di chi vive e frequenta (a piedi) un quartiere – come ad esempio le cosiddette zone 30 – piuttosto che le geometrie del traffico è del resto la filosofia che anima il Piano, che progetta la mobilità del futuro ma ridisegna anche urbanisticamente gli spazi cittadini. Così ha del resto deciso l’Unione Europea che – mediante la propria Commissione – ha messo a punto le linee guida dei Pums per i municipi–
a che punto siamo
Certo, non tutto ciò che è previsto nel Pums del comune di Grosseto andrà a regime subito mentre alcuni obiettivi sarebbero già stati centrati. «Molti aspetti sono già realtà – spiega l’assessore alla viabilità e alla circolazione urbana Fausto Turbanti – Per esempio, l’Amministrazione comunale si è concentrata sul rendere più attraente e funzionale il trasporto pubblico collettivo, tenendo conto che ci sono due poli di attrazione alla periferia della città, i centri commerciali Aurelia Antica e Maremà, a cui quotidianamente approdano 890 cittadini tra dipendenti e chi lì svolge un’attività; in questo quadro, i nuovi autobus acquistati da Tiemme sono tutti Euro 6. E, ancora, per esempio, abbiamo spinto molto sugli incentivi per la bicicletta. Teniamo conto, però – aggiunge – che il Pums ha un valore decennale».
avanti, adagio
Uno dei cardini che animano la filosofia della mobilità sostenibile che l’Amministrazione comunale ha tenuto fermo nella redazione del Pums – che venne a suo tempo affidata agli ingegneri di Sintagma – è l’istituzione delle zone 30, ovvero quei quartieri, rioni, porzioni di città dove chi guida un mezzo deve staccare il piede dall’acceleratore quando arriva alla velocità di 30 chilometri orari. In città saranno in tutto dieci. Una, per esempio, sarà creata al Villaggio Curiel: «È pensata per dare continuità – spiega l’assessore Turbanti – a chi, percorrendo la pista ciclabile, arriva da Roselle per andare verso la stazione, il centro-città, il mare; procedendo da Roselle verso il centro, entrerà a sinistra lungo il vecchio Diversivo per arrivare fino alla piscina».
la mappa
Ed ecco dove, oltre al Villaggio Curiel, il Pums prevede le altre zone 30: via De Amicis; via Monte Bianco; Chiesa Sacro Cuore-Via Sicilia; via Garigliano; via Ugo Bassi; Velodrono-Via Giotto; via Ansedonia; via Leopardi; e via Rovetta. Tutte le dieci zone 30 hanno una portata rivoluzionaria dato che – almeno da progetto – insistono o in rioni popolosi – come Barbanella, per esempio – o in luoghi ad alto tasso di frequentazione come la zona dello Stadio o quella del Tribunale. Ad oggi invece sono quattro le zone 30 che già esistono nella città di Grosseto: tali sono il centro storico, la Cittadella dello Studente, le vicinanze del cimitero di Sterpeto e – forse non tutti lo sanno – via Veio, a cui si accede da via Telamonio. E di recente, l’Amministrazione comunale ha annunciato un’altra zona 30: a Roselle. Quelle non ancora realizzate saranno istituite una dopo l’altra: non resta che attendere. —
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