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Grosseto

il traffico di droga 

Sparatoria di Natale 2019 Rito abbreviato per cinque Processo per altri quattro

Pierluigi Sposato
Sparatoria di Natale 2019 Rito abbreviato per cinque Processo per altri quattro

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Pierluigi Sposato

grosseto. Cinque hanno scelto il rito abbreviato; quattro saranno processati dal giudice monocratico; per due imputati andrà rinnovata la notifica del procedimento.

Si sono separate all’udienza preliminare le posizioni di undici imputati coinvolti nella cosiddetta sparatoria di Natale del 2019, la medesima per la quale l’altro giorno Edikson Bernard Genao è stato condannato dal giudice Sergio Compagnucci a 20 anni per omicidio, tentato omicidio, porto abusivo di arma, furto e traffico di cocaina. Un fatto di sangue che aveva poi portato alla luce un traffico internazionale di sostanze stupefacenti, con varie ramificazioni in Italia, a nord e a sud.

Ieri a tenere udienza, con i pm Giampaolo Melchionna e Giovanni De Marco, è stata la giudice Laura Previti. Al centro del procedimento c’è la droga. Risolti i problemi iniziali di collegamento a distanza, le parti hanno formulato le loro richieste. E dunque ammissione al rito abbreviato per Alioune Fall (detto Pape Fall), senegalese di 37 anni (droga e rapina); per Kadim Diakhate (detto Bamba), senegalese di 40 anni (droga e rapina); per Diego Rosero Lopez, colombiano di 31 anni (a lui era intestata la Mercedes Clc dell’incidente in via della Pace - droga, rapina, calunnia); per Ciro Miraglia, napoletano di 34 anni (droga, favoreggiamento); e per Giuseppe Apice (detto Peppe), napoletano di 38 anni (droga). Per tutti loro – si tratta delle posizioni più gravi – l’appuntamento, ancora con il giudice Previti, sarà a luglio.

Invece, rito ordinario davanti al giudice Andrea Stramenga per Pablo Acosta Manon, dominicano di 29 anni, cognato di Edikson (lo aveva aiutato nella fuga), Mario Di Giuseppe, 42 anni di Potenza (acquisto di mezzo chilo di cocaina), Rosa Cicchitto, napoletana di 34 anni, e per il suo compagno Luis Eduardo Castillo Fermin, dominicano di 41 anni (entrambi favoreggiamento, per l’auto della fuga). Per loro prima udienza di dibattimento a giugno.

Ancora da decidere invece il destino di Josè Genao Marte, dominicano di 52 anni, zio di Edikson (droga), e di Mor Talla Diop, senegalese di 42 anni: le loro posizioni saranno trattate fra due settimane. Possibile la riunificazione con il procedimento andato a giudizio ma, poiché le accuse per Diop sono più gravi (a lui come a Diakhate viene contestata anche la rapina, oltre che il porto abusivo di una pistola calibro 6,35), la competenza dovrebbe essere trasferita al collegio. Diop è l’uomo rimasto ferito nella sparatoria che aveva invece causato la morte di Omar Sar. Un dodicesimo imputato, un colombiano di 50 anni, è stato dichiarato irreperibile.

Numerose sono state le tappe dell’inchiesta della squadra mobile, che nel corso del tempo è riuscita a individuare i responsabili e a chiedere ordini di carcerazione (12 le misure eseguite, quattro le persone denunciate per favoreggiamento). L’ultimo in ordine di tempo a essere catturato (il 9 aprile è sbarcato a Fiumicino dopo essere stato arrestato in Spagna) è stato Oscar Oswaldo Arteaga Gomez, venezuelano di 26 anni, soprannominato “EI Primo”. Sarebbe stato coinvolto nell’organizzazione degli arrivi a Grosseto, direttamente dalla Colombia, della cocaina che veniva poi rivenduta da Edikson Bernard Genao. Ai primi del febbraio scorso era finito in cella Americo Marrone, avellinese di 45 anni, sospettato di aver acquistato da Edikson Bernard Genao, da Apice e Miraglia tre chilogrammi di cocaina già tagliata. —

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