Sicurezza
Per chi si attarda nella ztl Il ministero boccia la multa “in automatico”
Il Comune aveva previsto un sistema di sanzionamento immediato per l’automobilista che resta nel centro storico oltre il tempo pattuito
il progetto
Furgoncini che caricano e scaricano merci, auto che girano come fossero pedine nel gioco dell’oca, scooter che schizzano di qua e di là: a certe ore del giorno, il centro storico di Grosseto non ha nessuna delle caratteristiche tipiche di una zona a traffico limitato.
Tant’è che come fosse una sorta di “avviso ai naviganti” – pardon, agli automobilisti – l’assessore alla viabilità e alla circolazione urbana Fausto Turbanti sono mesi che ripete che nel salotto buono della città «girano troppe auto». E, aggiunge, «per i miei gusti».
A queste parole qualcuno applaude e qualcuno mugugna. Chi ha voluto capire, ha capito. E per chi ha fatto orecchie da mercante, la novità è che l’Amministrazione comunale non ha nessuna intenzione di fare passi indietro rispetto agli obiettivi che aveva già reso noti sul fronte della futuribile rivoluzione del traffico, i cui principi e la cui “fisionomia” sono dettagliati nel Pums, il piano urbano della mobilità sostenibile che è stato approvato dal consiglio comunale.
Tale rivoluzione per il centro storico passa per alcuni punti di snodo. Primo, contenere il numero di veicoli a motore che entrano e escono dal centro storico; secondo, incrementare le aree pedonali nelle quali saranno assolutamente interdetti i tubi di scappamento: attualmente sono (solo) due le aree completamente pedonali: la parte centrale di piazza Dante (quella delimitata dalle catene) e la piazza San Francesco; terzo, concentrare le operazioni di carico e scarico merci in orari più “mattinieri”. E quarto, indurre chi entra con un mezzo a motore nella zlt a rispettare gli orari di permanenza concessi. Proprio su questo punto, però, il ministero dei trasporti – che ha la competenza di emanare le linee-guida che regolamentano la circolazione stradale e la segnaletica nelle zone a traffico limitato – si è messo di mezzo.
«La nostra idea – spiega l’assessore Turbanti – era quella di prevedere un sistema di sanzionamento immediato, “in automatico” perché basato sul riconoscimento della targa ai varchi, ai furgoni, ai camioncini, alle automobili che entrano nella zona a traffico limitato del centro storico e non rispettano i tempi di permanenza previsti dai permessi. Motivando che la sanzione in automatico non è ammessa, il ministero dei trasporti, però, ha bocciato questo progetto che mettemmo a punto anche perché abbiamo ereditato un sistema di controllo ormai vetusto». «Il nostro obiettivo, però – continua Turbanti – resta valido: il ministero dei trasporti ci ha chiesto di rivedere il progetto e noi abbiamo provveduto a farlo. Diciamo, piuttosto, che i tempi si sono un po’allungati visto che il dirigente di riferimento al ministero è cambiato».
Si resta dunque in attesa di capire con quali modalità rendere efficace il controllo sul rispetto dei tempi di permanenza nel centro storico da parte di chi guida mezzi a motore.
Come già annunciato mesi fa dall’Amministrazione Vivarelli Colonna, poi, cambierà il varco d’ingresso al centro storico. Il piano urbano della mobilità sostenibile propone che il varco di ingresso degli autoveicoli venga posizionato non più in via Gramsci-Porta Corsica ma in via Amiata; l’attuale varco di ingresso, diventerebbe dunque quello in uscita. –
Giovanna Mezzana
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