Sicurezza
«Lasagne, sformati, pizza Non buttiamo nulla e ci sono pure clienti fissi»
GROSSETO. Al Comix caffè di Grosseto, in centro storico, il titolare Marco Gentili ha aderito al sistema antisprechi a settembre 2020. Come va?
«Bene – spiega lui – Sicuramente non è una strategia che sto adottando per far cassa, dato che vendo prodotti a un terzo del prezzo normale, però dà i suoi frutti. Più che altro lo faccio per un discorso “etico”, per non sprecare il cibo. Con questi chiari di luna dell’epidemia e con questi alti e bassi del commercio, va bene così. Ma c’è anche un ritorno di immagine. Magari un cliente che sta lontano dal centro vede la mia attività sull’app, prenota il sacchetto con il mio invenduto, pagandolo un terzo. Lo assaggia, gli piace e la volta dopo torna. Di questi tempi è importante, anche perché il mio negozio è di nicchia. Non butto nulla e attiro clienti nuovi».
Alla Bottega di Noemi, in viale della Pace, ogni giorno preparano almeno una confezione di “invenduto”, e ci sono addirittura clienti fissi che prenotano e la sera passano a ritirare il cartoccio con la cena. Quale cibo entra nella scatola? «Decidiamo in base alla giornata», quello che c’è e che avanza. Di solito è un secondo con contorno, ma anche pane, pizza, sformati o leccornie sfornate dalla chef, «cercando di far assaggiare più prodotti». È anche un modo per farsi pubblicità, per far assaporare le ricette, per far assaggiare di tutto un po’ e «far provare la nostra cucina, così se il cibo piace il cliente passa di nuovo».
Anche al Chiosco in piazza Donatello, davanti al parco Giotto, la lotta antispreco funziona. Mesi fa «mi avevano avvertito di questa app e abbiamo aderito anche noi – dice Cristina Grassi – Abbiamo 3 misure di “box”. In quella medio ci stanno 12 pezzi misti tra salato e dolce: il cliente paga 3,99 euro, arriva e ritira. Prima buttavamo la roba o la portavamo a casa, con pochi benefici per la dieta...», sorride la commerciante.
Alla Tavola calda da Antonella, in via Anna Magnani, il nuovo sistema è una specie di acchiappa-clienti, spiega Antonella Rocchetti, anche se «alcuni hanno qualche remora. C’è chi pensa che ritirare l’invenduto sia raccattare la roba avanzata, ma non è così. Sono tutti cibi freschi, ottimi, cucinati in giornata. E ai miei clienti dico: “Dateci una mano! Venite, anche in chiusura”. Specie per attività come le nostre, rosticcerie e tavole calde che sono quelle dei pasti veloci già fatti, non buttare niente ci aiuta eccome». L’attività è chiusa la domenica; il resto dei giorni lavora fino alle 20, e d’estate fino alle 22. Di questi tempi, una piccola boccata d’ossigeno. — El. G.
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