Il Tirreno

Grosseto

IDEE PER IL RILANCIO: UNA PROPOSTA 

In piazza Dante il ristorante... condiviso

In piazza Dante il ristorante... condiviso

I consiglieri M5S hanno inviato il progetto al Comune: si paga sull’app e se piove il cibo ordinato si porta a casa

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grosseto. Il progetto lo ha buttato giù alla velocità della luce l’architetta Francesca Amore, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, che insieme ai suoi colleghi, Antonella Pisani, Gianluigi Perruzza, Daniela Lembo, cerca di dare un contributo per risolvere il problema che sta assillando da lunedì scorso i ristoratori maremmani, alle prese con pochi spazi all’esterno e con il bisogno di ricominciare a lavorare a pieno regime.

Carenza di pertinenze esterne a molti locali, l’ottimizzazione dei costi secondo il principio della co-ristorazione, la socializzazione in regime di sicurezza, la necessità di condivisione delle scelte strategiche di marketing territoriale, l’esigenza di fare cultura, l’esigenza di fare squadra, l’esigenza di lavorare sul senso di appartenenza. Sono questi i punti su cui si basa il progetto buttato giù. In sostanza, i consiglieri pentastellati propongono di creare un partenariato pubblico-privato con l’obiettivo della convergenza comune per la gestione e l’utilizzo di strumenti innovativi e di ingegneria finanziaria per lo sviluppo economico locale.

«Nel caso specifico – spiegano – oltre a delineare le caratteristiche dell’investimento (che in fase iniziale potrebbe essere avviato con la modalità del comodato d’uso, per consentirne la realizzazione in tempi veloci e gestirne le criticità) le parti, si dovrebbero occupare della definizione dei criteri di indirizzo, accesso e rotazione».

Le attività che così sarebbero ospitate, in seguito, dovrebbero accordarsi sulla offerta di prodotto che, per comodità di gestione e secondo un principio di interrelazione, potrebbe essere giocata su poche cose caratteristiche (eccellenze – specificità).

«L’ordine, la prenotazione e il pagamento verranno gestite attraverso un’applicazione, a priori, in modo da ottimizzare l’acquisto di alimenti e tempi di preparazioni, nell’ottica di combattere lo spreco alimentare e gestire le diverse economie dei locali in momento di crisi – spiegano – Qualora il meteo non fosse favorevole ad una consumazione del pasto all’aperto, i clienti, si avvarranno dell’asporto del prodotto ordinato e prenotato».

Un’idea, quella dei consiglieri del Movimento, che «nasce come tentativo di portare valore al dibattito, non ha la pretesa di voler risolvere un problema complesso, ma, secondo una visione che ci vede impegnati nel cercare soluzioni, auspichiamo che si possano trovare insieme nuove formule per il bene di tutta la nostra collettività».

Ieri il progetto è stato inviato al Comune di Grosseto proprio con questo spirito. «Chiediamo anche – dicono – alle diverse associazioni di categoria di porre attenzione, come già fanno, alle legittime rimostranze delle parti, cercando al contempo, se possibile, di provare a ragionare attraverso nuove forme di business capaci di coniugare redditività, occupazione, sociale e decoro». –



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