Il Tirreno

Grosseto

giudice di pace 

Direttrice assolta dall’accusa di diffamazione della preside

P.S.

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Grosseto. Tre anni fa la direttrice dei servizi amministrativi di un istituto scolastico grossetano aveva vinto la causa di fronte al giudice del lavoro: aveva lamentato di essere stata vittima di mobbing da parte della dirigente scolastica, il magistrato le aveva dato ragione, il ministero dell’Istruzione era stato condannato, le sanzioni disciplinari erano state annullate. Ma c’era una coda, che si è risolta solamente l’altro giorno davanti al giudice di pace: un processo per diffamazione, per la querela presentata dalla medesima dirigente nei suoi confronti. Una coda terminata con l’assoluzione della direttrice.

Vicende connesse che hanno seguito strade differenti, pur con esiti similari. Il giudice di pace era stato chiamato a valutare il contenuto di un esposto inviato all’epoca (i fatti delle contestazioni risalgono al periodo 2013-2014) ad alcuni soggetti istituzionali: per la precisione, il Provveditorato regionale e quello provinciale, nonché i sindacati del mondo scolastico. In quell’esposto aveva lamentato la situazione mobbizzante cui era sottoposta ad opera della propria dirigente, chiedendo un intervento risolutore. Anche se l’intervento invocato non vi fu, la dirigente scolastica (tra i destinatori dell’esposto) presentò una denuncia-querela per diffamazione.

Assistita anche in questo caso dall’avvocato Manuele Adami, la direttrice è stata assolta dal giudice Vincenzo Colantuoni perché è stata riconosciuta l’esimente della provocazione. L’accusa (viceprocuratore onorario Claudio Altini) aveva sollecitato la condanna a 500 euro. La dirigente era assistita dall’avvocata Beatrice Paoletti. Anche se le motivazioni devono ancora essere depositate, l’avvocato Adami è del parere che la formula adoperata lascia intendere che il giudice ha riconosciuto a sua volta come veritiero l'esposto e dunque illecita la condotta dalla dirigente: pertanto, ha ritenuto non penalmente responsabile l'imputata perché ha agito in conseguenza di un fatto ingiusto. —

P.S.

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