Sicurezza
Preso dopo il colpo al Gallery Cafè
Un vicino sente dei rumori di notte e chiama i carabinieri Agli arresti domiciliari un manovale di 21 anni
grosseto. L’allarme era partito da un vicino, che aveva sentito rumori, si era affacciato, aveva visto qualcuno che cercava di entrare e poi rompeva il vetro della porta d’ingresso del Gallery Cafè di via Cairoli. Dopo aver avvertito il 112, aveva continuato a seguire la scena e aveva anche girato un video con lo smartphone. Poi ha effettuato il riconoscimento nella persona fermata dai carabinieri; in precedenza aveva anche dato una descrizione per consentirne l’individuazione.
Era da poco passata l’1 della notte tra mercoledì e ieri quando un equipaggio del radiomobile intervenuto poco dopo la segnalazione ha arrestato Serghei Banahovschi, nazionalità romena, classe 2000, abitante a poca distanza dal luogo del colpo. Lui, secondo la ricostruzione dell’Arma, era appena uscito dal locale, con la torcia del cellulare utilizzata per far luce intorno a sé: in tasca c’erano delle banconote, in una fioriera sono stati trovati un cacciavite, un contenitore in plastica con numerose monete, una bottiglia di brandy piena a metà. In tutto, il denaro ammontava a 269 euro. Denaro e oggetti erano stati riconosciuti poco dopo come propri dal proprietario del locale, Mauro Sbrana Adorni, che nella giornata di ieri ha dovuto chiamare degli artigiani per far ripristinare l’ingresso: un’operazione non semplice, oltre che costosa, dal momento che si tratta di un edificio tutelato, spiega, gli interventi di qualsiasi genere devono ricevere il via libera della Soprintendenza. Danni sono stati riscontrati anche su una porta secondaria.
Portato davanti al giudice Laura Previti, Banahovschi ha sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità, descrivendo i movimenti compiuti all’interno del locale, anche quelli al piano superiore. La viceprocuratrice onoraria Elena Bartalini ha chiesto la convalida del provvedimento e la misura degli arresti domiciliari, anche in forza dei precedenti di polizia segnalati dai carabinieri. Un’ipotesi che ha trovato l’opposizione del difensore, l’avvocato Roberto Burzi: il mio assistito lavora, ha detto il legale, fa il manovale, può ripagare il danno causato qualora gli venga permesso di svolgere il suo mestiere. E ha quindi sollecitato il giudice a lasciare libero l’indagato, in vista comunque di un rito alternativo. La dottoressa Previti si è ritirata in camera di consiglio ed è poi tornata leggendo l’ordinanza che accoglie la richiesta di arresti domiciliari. La prossima settimana Banahopvschi tornerà davanti al giudice per l’udienza di patteggiamento. —
P.S.
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