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Destra e sinistra affilano le armi: «Non è il posto giusto»

M.F.
Destra e sinistra affilano le armi: «Non è il posto giusto»

29 aprile 2021
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follonica. Biondi ha sollevato un vespaio, e come da copione le truppe si schierano sul campo. Ognuno a presidiare i propri «propugnacoli»: le opere difensive avanzate. «Leggiamo sconcertati le esternazioni del sindaco di Gavorrano, che dopo l’isolamento totale per aver promosso la riapertura dell’inceneritore, ha di colpo affrontato il tema dello stoccaggio dei gessi rossi». Rampogna Patrizia Scapin del gruppo consiliare di opposizione Gavorrano bene comune. «Dall’accordo volontario tra enti locali e l’allora Tioxide, oggi Venator, nulla è cambiato. L’azienda non è riuscita a diminuire il rapporto di uno a sei tra prodotto e rifiuto. Quindi, ha delle responsabilità. Perché ogni volta che ha difficoltà, anziché impegnarsi a trovare soluzioni, ricorre al ricatto occupazionale e scarica le problematiche sul territorio e su chi in quel momento amministra». Quello che dispiace, aggiunge, «è che anche i lavoratori seguano questa strada. Cosa sconcertante perché si realizza la tempesta perfetta della guerra tra poveri, salvando l’azienda da tutte le sue incancellabili responsabilità. E spostando il dibattito su un terreno inutile ad affrontare i problemi».

Pensare ai ripristini con i gessi rossi delle cave presenti a Gavorrano oggi è fuori dal tempo. «La Bartolina è una cava lambita dal fiume Bruna e colpita da alluvioni, composta da un terreno talmente friabile che costituirebbe un rischio». La cava della Vallina, a ridosso di tre frazioni del Comune di Gavorrano dove vive la stragrande maggioranza della popolazione del comune, è collocata in un luogo che non consente una viabilità alternativa a quella già presente. Infine, è vicino a una delle falde acquifere più importanti della zona nord, che potrebbe subire quel che ha subito la falda sotto la cava di Montioni».

Promettono battaglia anche i circoli di Fratelli d’Italia di Gavorrano e Roccastrada, per bocca dei presidenti Moreno Bellettini e Fabrizio Fabiano. «Premesso – dicono – che siamo favorevoli a una risposta positiva allo stoccaggio dei rifiuti del processo produttivo della Venatur, e non solo, per garantire ai lavoratori il futuro produttivo dell’area industriale, al contempo auspichiamo anche una risposta eco-sostenibile». I due chiedono «meno chiacchiere o vaghe promesse» ma «piani industriali seri per limitare fortemente la produzione di rifiuti o inquinanti non controllabili. E al tempo stesso d’individuare siti di stoccaggio idonei e lontani da corsi d’acqua. Siti simili a quello di Montioni, dove a nostro avviso, visti i pareri degli organi di controllo, si sta completando un accettabile ripristino della cava».

Considerate le caratteristiche dei gessi rossi – concludono – «il rifiuto non è idoneo per ripristini alla Bartolina, dove le acque del fiume Bruna scorrono nella cava attraverso le fessurazioni della roccia. Con pompe di drenaggio continuamente in funzione per evitare allagamenti. Quindi, anche i gessi rossi devono essere stoccati in luoghi compatibili con questi materiali, distanti dalle falde acquifere». Dopo quattro anni, concludono, il Comune di Gavorrano non è riuscito a far realizzare un progetto di ripristino ambientale, con la creazione di un laghetto, un bosco o un argine di contenimento a tutela dell’area. Progetto a nostro avviso molto più consono al contesto ambientale e socioeconomico».— M.F.

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