Il Tirreno

Grosseto

l’indagine 

Ascensore caduto nel vuoto: «Inspiegabile»

Francesca Gori
Ascensore caduto nel vuoto: «Inspiegabile»

Parla il direttore marketing della società che ha installato l'impianto nella palazzina alla Cittadella

29 aprile 2021
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GROSSETO. La fettuccia bianca e rossa dei carabinieri ieri mattina era la prima cosa che si vedeva di fronte alla porta chiusa dell’ascensore che mercoledì pomeriggio è precipitato nel vuoto con due donne, la nonna di 50 anni e la mamma di 28 e un neonato, nella palazzina al numero 33 di via Senegal che ospita diversi studi medici. L’ascensore è stato posto sotto sequestro e i carabinieri della stazione di Grosseto hanno avviato i primi accertamenti, per capire la causa di quel dramma che ha scosso tutta la città. Quello della possibilità di una caduta nel vuoto di un ascensore è uno degli incubi più ricorrenti.

Le due donne stavano accompagnando il piccolo dalla pediatra, per una visita. Ma nell’ambulatorio della dottoressa non sono mai arrivate. Mercoledì pomeriggio sono state ricoverate all’ospedale Misericordia: la nonna ha riportato la frattura di una gamba, la madre di entrambe. La ventottenne è già stata operata, la nonna invece sarà portata in sala operatoria domani. Il piccolo è stato protetto dall’ovetto ed è rimasto illeso: la prima a soccorrerlo è stata proprio la pediatra che lo stava aspettando e che non lo ha visto arrivare. Il bambino, per fortuna, sta bene.

Le indagini dei carabinieri, coordinate dal sostituto procuratore Giovanni De Marco, dovranno accertare cosa abbia provocato la caduta nel vuoto dall’ascensore che ora è sotto sequestro. Installato dalla società Vimec di Reggio Emilia, leader sul mercato degli elevatori, l’impianto era stato verificato ad aprile dell’anno scorso. «Siamo costernati e increduli di quanto accaduto – spiega Michele Mingori, responsabile marketing della Vimec – e naturalmente ci mettiamo a disposizione delle due signore che sono rimaste ferite. Non abbiamo parole per dire loro quanto questo fatto inspiegabile, ci addolori, proprio perché sono rimaste ferite». La Vimec di Reggio Emilia da quarant’anni installa ascensori e ha ad oggi 135mila impianti in tutto il mondo.

«Appena l’autorità giudiziaria ce lo permetterà – aggiunge Mingori – anche noi procederemo con le verifiche tecniche. Quello è un ascensore elettrico che come da normativa era stato verificato da un ente certificatore un anno fa, ad aprile. Questo tipo di controllo va fatto ogni due anni e la manutenzione è affidata a una società che se ne occupa regolarmente. Per noi è davvero inspiegabile, è la prima volta in quarant’anni che succede un fatto come questo a un nostro impianto». Per ora, non c’è alcun nome iscritto nel registro degli indagati. I carabinieri, oltre all’ascensore, hanno sequestrato tutta la documentazione.
 

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