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Gac torna a chiedere il baratto amministrativo «Ora più che mai utile»

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grosseto. «In periodo Covid bisogna aiutare i cittadini in tutti i modi possibili». Con questo motto l’associazione Grosseto al centro torna a lanciare la sua battaglia avviata cinque anni fa e ad oggi inascoltata: attivare il baratto amministrativo. «Il baratto amministrativo – scrive Gac – è un importante aiuto nei confronti di cittadini in difficoltà economiche, uno strumento concreto e moderno contro il degrado urbano, oltre che un incoraggiamento alla diffusione del senso civico attraverso attività di pubblica utilità e, non ultimo, un vantaggio per il Comune che recupera così crediti inesigibili».

Il baratto amministrativo consente a persone in difficoltà economica di “pagare” alcune tasse comunali (ad esempio la tassa sui rifiuti) svolgendo lavori utili per la collettività, come la cura delle aree verdi, l’imbiancatura delle aule scolastiche, piccoli lavori di manutenzione. Vi si accede secondo una graduatoria che considera fattori come l’Isee, la condizione di disoccupazione, la numerosità del nucleo familiare, la presenza di persone con disabilità, i genitori soli con minori a carico.

Nel 2015 Grosseto al centro promosse una petizione al sindaco, con cui 1.500 grossetani chiedevano l’istituzione di questo strumento. L’anno dopo chiedeva un incontro pubblico, mai avvenuto, col sindaco per la presa d’atto di una bozza di regolamento da sottoporre al consiglio comunale.

Ancora nel 2018, i promotori della petizione richiedevano un incontro al sindaco. «Nello stesso anno le dichiarazioni del consigliere Pasquale Virciglio, allora presidente della 2ª commissione, facevano pensare che ci fosse un reale interesse da parte dell’amministrazione. Ma ancora una volta la volontà di 1.500 grossetani fu “insabbiata”». A febbraio 2019 l’ultima richiesta di incontro col sindaco; poi il Covid. «Ora più di prima – conclude Gac – bisogna avere coraggio nell’affrontare le problematiche dei cittadini aggravate dalla pandemia. Sono trascorsi cinque anni dalla richiesta al sindaco di promuovere tale strumento. Abbiamo capito, noi promotori della petizione, e i 1.500 firmatari, che l’attuale sindaco non vuole il baratto amministrativo nella nostra città». —

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