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Archivio Gori, rivoluzione digitale e il sogno di un museo nelle Mura

Francesca Ferri
Archivio Gori, rivoluzione digitale e il sogno di un museo nelle Mura

Grazie a un finanziamento della Fondazione Cr di Firenze al via la prima tranche di circa 100mila foto dal 1946

27 aprile 2021
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GROSSETO. Un museo “virtuale”, visitabile da ogni angolo della Terra semplicemente con un clic, e uno fisico, per ridare vita a un luogo antico e suggestivo, ma in cerca di un’identità: la troniera della Rimembranza. Un doppio impegno per mettere a disposizione della collettività un patrimonio inestimabile rappresentato da decine di migliaia di fotografie che raccontano Grosseto e la Maremma dal 1946, 100mila microstorie che formano la Storia di un territorio e della sua gente, le trasformazioni, le conquiste, le abitudini perdute.

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La digitalizzazione

L’Archivio fotografico Fratelli Gori si prepara a un’operazione senza precedenti. Grazie a un contributo di 20mila euro della Fondazione Cassa di risparmio di Firenze, avvia la digitalizzazione dell’intero archivio, formato da 100mila fotografie.

«Grazie alla sensibilità della Fondazione Cr di Firenze oggi è divenuto possibile avviare il percorso per raggiungere il primo obiettivo e già tra un anno sarà consultabile in rete un primo lotto di fotografie – spiega Maria Enrica Monaco – Lo scopo di rendere fruibile alla collettività il patrimonio iconografico e assicurarne la conservazione».

«La digitalizzazione dell’intero Archivio richiede tre o quattro anni», spiega Giovanni Gori. E non si tratta di una semplice scansione. «Ogni fotografia – aggiunge Gori – sarà corredata da una scheda e, come una sorta di Wikipedia, darà la possibilità a chi si riconosce nell’immagine o riconosce quello che la fotografia immortala, di contribuire a ricostruire la storia e contestualizzare la foto. Per questo ci preme la collaborazione con scuole e soprattutto con associazioni della Terza età, che possono dare un contributo importante». L’archivio digitale sarà accompagnato da un nuovo sito web.

«Per noi della Fondazione – dicono Alfonso De Pietro e Carlo Vellutini, rispettivamente consigliere di amministrazione e membro del comitato di indirizzo della Fondazione Cr Firenze – il sostegno all’Archivio Gori rappresenta un investimento di un momento significativo di cultura cittadina. Il ruolo dell’Archivio è importante, così come lo è il suo patrimonio fotografico. La volontà di metterlo a disposizione della comunità è l’aspetto decisivo che ha permesso all’associazione di ottenere il contributo. È stata importante la partecipazione ai bandi perché c’è la dimostrazione che se dal territorio giungono progetti di rilievo la Fondazione Cr Firenze li sostiene e li accompagna nel loro percorso. In questo caso si sono incontrate la Fondazione, che investe sul territorio di Grosseto con cui ha un rapporto storico consolidato, con chi da tempo ha messo il suo archivio fotografico, che ha fissato momenti determinanti di vita maremmana, a disposizione della città».

«I fratelli Gori hanno raccontato la storia di Grosseto del Novecento – aggiungono il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore Giacomo Cerboni – e per questo già da anni è in corso una collaborazione tra il Comune di Grosseto, attraverso la biblioteca Chelliana, e l’Archivio Gori: sulla piattaforma “Archivio globale della Maremma”, infatti, è possibile consultare circa 2.500 immagini digitalizzate e messe in rete». Oltre a ringraziare la Fondazione Cassa di risparmio di Firenze per il contributo, i due amministratori ringraziano l’Archivio fotografico fratelli Gori per il progetto di digitalizzazione «che consentirà una fruizione ancora più ampia di questo tesoro e che rappresenta una dimostrazione di affetto e di appartenenza alla città, così come un’esperienza di sussidiarietà in cui l’iniziativa culturale è promossa dai cittadini».

Museo nella troniera

Il secondo obiettivo dell’Archivio Fratelli Gori è ancora in nuce, ma altrettanto ambizioso. L’Archivio, in collaborazione con l’associazione Kansassiti, vorrebbe realizzare nella troniera della Rimembranza, nel cuore delle Mura, e nella piazzaforte soprastante, accessibile da via Saffi, un centro culturale dedicato all’immagine e ai suoni, un protomuseo della fotografia dove ospitare e rendere fruibile tutto il materiale fino a oggi conservato, come macchine fotografiche, attrezzatura di camera oscura e altro. Il museo sarebbe anche una fucina per catalizzare gli interessi dei giovani, delle scuole e degli artisti.

Questi fondi fino a qualche anno fa ospitavano l’acquario comunale e come altri delle Mura non vengono utilizzati da tempo. Di recente il Comune ha deciso di darli in concessione. L’Archivio, che oggi ha base nel Fondo Archivio Gori, in via Porciatti 6, a pochi metri di distanza, ha presentato una manifestazione di interesse al Comune di Grosseto per prenderli in gestione. Il progetto firmato dall’architetta Cecilia Luzzetti li trasformerebbe in uno spazio prezioso nel panorama culturale della città.

«È uno spazio magnifico – spiega Giovanni Gori – e del resto si chiama appunto “galleria” Quale posto migliore per realizzare una galleria espositiva? Ci piacerebbe anche allestire una vera camera oscura».

Il museo sarebbe una mèta interessante per i bambini delle scuole, che conoscono soltanto la fotografia digitale e che qui avrebbero l’opportunità di scoprire l’aspetto artigianale dell’arte fotografica di un tempo. Tra l’altro l’Archivio conserva fotografie incredibili di come questi luoghi, dentro le Mura e fuori, fino agli anni Settanta venissero vissuti dalla città con eventi, attività, laboratori artigiani, chioschi. La manifestazione di interesse dell’Archivio Gori è al vaglio del Comune. —

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