Sicurezza
«In quattro minuti esaurito J&J E poi ci dicono: prima i nonni»
GROSSETO. Il tanto sospirato vaccino monodose Johnson&Johnson è arrivato a Grosseto, ma per i 750 che sono riusciti a prenotarsi una dose – le somministrazioni sono state fatte ieri al Savoia Cavalleria (vedi articolo a pagina I) – è stato davvero come vincere un terno al lotto.
Lo ha constatato, non con poca amarezza, la signora Carmela Bottari. Che venerdì ha fatto le acrobazie pur di riuscire a prenotarsi. Ma invano.
«Ho 76 anni e per la prima volta nella mia vita mi è preso un tale nervoso che non avevo mai provato prima», racconta al Tirreno.
Tutto inizia venerdì, all’indomani dell’arrivo delle fiale a Grosseto.
«Per tutta la mattinata con mio marito e mia figlia abbiamo provato a prenotare – racconta – ma non c’è stata possibilità. Era tutto bloccato. Poi, a un certo punto, è apparso che l’apertura del portale delle vaccinazioni era fissata per le 16».
L’orario scombussola i piani. «A quell’ora andiamo a prendere la nipotina a scuola – racconta Bottari – quindi ho detto a mio marito che, mentre lui andava a prendere la bimba, io avrei aspettato in macchina per fare la prenotazione».
E così è. Sennonché i posti disponibili si sono praticamente volatilizzati.
«Alle 16 in punto mi sono collegata – dice la signora Bottari – ed era tutto bloccato. Alle 16,04, appena quattro minuti dopo, mi appare la scritta che i vaccini erano tutti esauriti». Tutti.
«Ma com’è possibile? Undicimila dosi capisco che sono poche – dice Carmela – ma in quattro minuti sono tutte esaurite? E che dito avevano questi che si sono prenotati? Un fulmine? Ci dicono che dobbiamo vaccinare i nonni che accudiscono i nipoti, e che quindi sono a rischio. Io di nipoti ne ho tre, mio marito è diabetico. Siamo a rischio, ma lo facciamo. Ci serve solo il vaccino. E questo è il risultato». — F.F.
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