Il Tirreno

Grosseto

Il partigiano è in prima fila Nello ora può dire “Io c’ero”

Il partigiano è in prima fila Nello ora può dire “Io c’ero”

A 93 anni ha mantenuto la promessa di essere presente alla deposizione della corona ai Caduti Anche con le restrizioni della pandemia, le celebrazioni per il 25 aprile sono state molto sentite  

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la festa

Ogni promessa è debito: come annunciato in un’intervista al Tirreno, il decano dei partigiani grossetani Nello Bracalari, 93 anni, ieri era presente alla tradizionale deposizione delle corona per il 76° anniversario dalla Liberazione; lo scorso anno la pandemia da coronavirus lo aveva tenuto a casa, quest’anno no.

Le celebrazioni per la festa del 25 aprile sono iniziate alle 9, 45 con la deposizione della corona di alloro al monumento ai Caduti della Resistenza a Sterpeto, dove erano presenti il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il presidente provinciale dell’Anpi Luciano Calì, e c’erano il Gonfalone della Città di Grosseto e la bandiera dell’Anpi.

Il presidente Calì ha iniziato il suo discorso citando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ricordato che il 25 aprile è la Festa della libertà di tutti gli italiani, che «ricorda il sacrificio di migliaia di connazionali che hanno lottato nelle fila della Resistenza e combattuto nelle truppe del Corpo Italiano di Liberazione, di quanti furono deportati, internati, sterminati nei campi di concentramento».

«Festeggiare la Liberazione non è pertanto semplice ritualità» ha detto Calì rammentando l’iniziativa nazionale “Strade di Liberazione” per cui in questi giorni viene deposto un fiore in prossimità delle vie e delle piazze dedicate ad antifasciste e antifascisti, di ogni estrazione e fede, vittime del nazifascismo. Calì ha poi menzionato la data del 28 agosto 1931, quando un regio obbligò i docenti universitari a giurare devozione “alla Patria e al Regime Fascista”; solo 12 professori su oltre 1. 200 si rifiutarono. «Oggi, grazie al dialogo tra l’Anpi e il ministero dell’istruzione – sono le parole di Calì – la memoria di quell’evento infausto contribuirà a rendere più concreto il costante impegno indirizzato alla “memoria attiva”». Grazie a un protocollo d’intesa avrà inizio la promozione di percorsi per la riscoperta dei luoghi della memoria, per divulgare tra i giovani i valori su cui si fonda la Costituzione italiana.

Altre corone ieri sono state deposte: al monumento alla Cittadella dello Studente; al monumento in piazza della Libertà; alla lapide commemorativa nell’atrio del Palazzo della Provincia con la musica della filarmonica Città di Grosseto; al parco della Rimembranza con la benedizione del vescovo Rodolfo Cetoloni; ai Giardini pubblici di via Maroncelli a Marina di Grosseto per la commemorazione organizzata dalla Pro Loco.

Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia da coronavirus, il programma per le celebrazioni si è svolto con grande partecipazione e nel rispetto delle norme. «Vorrei cogliere l’occasione di oggi – ha detto il sindaco Vivarelli Colonna – per sottolineare quanto la forza del nostro Paese, del nostro meraviglioso popolo che non perde mai l’opportunità di dimostrare il proprio calore, il proprio genio e coraggio, sia stata fondamentale per la rinascita veemente avvenuta dalle macerie della guerra e dei bombardamenti. L’Italia ha dimostrato di essere una realtà sorprendente, caratterizzata dalla presenza di molteplici risorse umane e professionali, capace di uscire da una profonda situazione di crisi e di compiere sensibili passi in avanti». –

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di Redazione web