Sicurezza
Fipe Confcommercio mette in guardia «Metà attività bloccate»
GROSSETO. Posticipare il coprifuoco almeno fino alle ore 23, ma soprattutto consentire la somministrazione anche nei pubblici esercizi che non dispongono di spazi all’aperto. Queste le richieste al governo da parte della Fipe Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi della Ascom Confcommercio.
La Fipe Confcommercio rivendica l’effetto della sua pressione sulle istituzioni che ha portato alla stesura della lettera inviata dalla Conferenza delle Regioni al governo Draghi per sollecitare la possibilità di far tornare le imprese a lavorare.
«Alle attuali condizioni, dettate dal decreto legge sulle riaperture, oltre la metà dei pubblici esercizi non può di fatto ripartire» dicono da Ascom Confcommercio Grosseto.
Da una ricognizione sull’impatto delle nuove misure, Ascom Grosseto ha raccolto dati importanti sulla situazione delle imprese.
«Dal nostro sondaggio, abbiamo la conferma che sono moltissimi i ristoranti che non hanno a disposizione degli spazi esterni – dicono dall’associazione grossetana – Si tratta di imprenditori che giustamente pretendono giustificazioni di fronte all’impossibilità di lavorare fino a giugno a causa della mancanza di un déhors. I ristoratori sono esausti di pagare colpe altrui, come la lentezza della campagna di vaccinazione e l’impossibilità di controllare il territorio punendo comportamenti scorretti».
Quanto alla questione del coprifuoco alle ore 22, Ascom Confcommercio la ritiene una misura «incomprensibile e incoerente con le stesse finalità che si propone in quanto comprime orari e favorisce comportamenti disordinati, per questo confidiamo che questo orario venga quanto prima posticipato alle ore 23. Posticipare il coprifuoco di un’ora, consentendo ai locali di fare il doppio turno la sera è importante, non tanto per ragioni di cassa ma per favorire attraverso l’allungamento dell’orario una distribuzione più ordinata e sicura dei clienti». —
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