Il dolore
Curata con i monoclonali: "Sto bene"
La gigliese Nede Landini è tra i primi pazienti in Toscana ad aver ricevuto il trattamento, ecco la sua testimonianza
GROSSETO. È passato circa un mese da quando anche all’ospedale Misericordia di Grosseto è partita la somministrazione degli anticorpi monoclonali in pazienti affetti da Covid-19. Tra i primi pazienti trattati nella Asl Toscana sud est c’è Nede Landini, cinquantenne dell’Isola del Giglio.
Risultata positiva al Covid, Nede è stata individuata dal team Usca che l’ha seguita a domicilio come possibile candidata alla cura. La signora infatti è affetta da alcune patologie importanti che coinvolgono l’apparato respiratorio e presenta caratteristiche rientranti tra quelle indicate da Aifa che la rendono soggetto a rischio. «La notizia del tampone positivo è stata un duro colpo – dice Nede – Non si pensa mai che possa capitare proprio a “te” e invece era la realtà. Ho subito pensato ai possibili danni del virus al mio organismo, già debilitato da altre malattie, e ho provato paura. Ho avuto febbre e tipici sintomi, simili a quelli influenzali, che per fortuna non si sono aggravati». Dopo pochi giorni «come un fulmine a ciel sereno – racconta – è arrivata la proposta del medico Usca di sottopormi all’innovativa terapia anti-Covid con anticorpi monoclonali, che ho subito accettato con entusiasmo. Non ho mai avuto dubbi, ho fiducia in questo studio e nel sistema sanitario».
Landini riceve l’infusione il 12 aprile. «A due giorni dal trattamento – racconta – dopo lievi effetti collaterali previsti come risposta immunitaria, i sintomi erano scomparsi».
Per adesso Nede è ancora positiva, «ma mi sento fortunata – dice – perché sto bene e soprattutto so che non devo più temere di essere ricoverata. Ho accettato il trattamento fiduciosa e adesso lo sono ancora di più. Ringrazio i sanitari della Asl che mi hanno seguita con cura e attenzione, la dottoressa Sara Villari dell’Igiene pubblica, gli operatori Usca e i professionisti di malattie infettive del Misericordia dove ho incontrato la dottoressa Cesira Nencioni», direttrice del reparto grossetano.
Nella zona sud della Toscana la terapia con i monoclonali è effettuata nei reparti di malattie infettive del Misericordia e del San Donato di Arezzo e all’Azienda ospedaliera universitaria senese. A oggi a Grosseto sono stati sottoposti alla terapia 25 pazienti.
«Gli effetti positivi avuti sulla signora Nede e sugli altri pazienti in cura sono confortanti – commenta Nencioni – Andiamo avanti con la somministrazione dei monoclonali che consente di inibire preventivamente l’evoluzione della malattia in determinati pazienti con quadro clinico potenzialmente a rischio e quindi di ridurre i ricoveri in ospedale. La fattiva collaborazione tra medici di medicina generale e pediatri di famiglia, Pronto soccorso e Usca sta dando ottimi risultati nell’individuazione dei pazienti eleggibili a questo tipo di trattamento». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
