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Ciak, si gira al quartiere Pace e il condominio 167 diventa un set

Giovanna Mezzana
Ciak, si gira al quartiere Pace e il condominio 167 diventa un set

La troupe di “Margini”, il film del regista grossetano Falsetti, ha ripreso tre inquadrature di una scena

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Giovanna Mezzana

grosseto. Quartiere Pace, condominio 167 Nord: sono le 10 della mattina (di ieri) e qui, ciak, si gira.

Chi sale i gradini della scalinata che si innalza da via Inghilterra per attraversare il ponte metallico e raggiungere il primo piano del grosso e composito edificio – che è un mix tra abitazioni, commercio al dettaglio e servizi – vede un “brulicare” operoso e ordinato di “gente”. C’è la macchina da presa sul cavalletto, la postazione con l’attrezzatura del fonico, il monitor dove il regista e la segretaria di edizione guardano le scene. Siamo sul set di “Margini”, il primo lungometraggio del regista grossetano Niccolò Falsetti, 34 anni, co-autore del soggetto e della sceneggiatura con un altro grossetano: l’attore Francesco Turbanti.

È al primo piano del “167 Nord”, condominio-simbolo (con tutti i suoi pro e i suoi contro) di uno dei quartieri più popolari e popolosi di Grosseto, che ieri mattina sono state girate tre inquadrature di una scena del film, che non solo sarà tutto “ripreso” in città ma che proprio a Grosseto si ambienta. È la storia di tre giovani amici a cui la vita di provincia nella Maremma languida non riesce a tarpare le ali delle passioni: quella per la musica hardcore punk, per esempio. E quando ai tre sfuma la chance di aprire a Bologna il concerto dei Defense, osannata band a stelle e strisce hardcore punk, faranno di tutto per trasferire quel grande evento in provincia, a Grosseto.

Torniamo al set a cui ci introduce Eleonora Perone, ieri assistente alla regia. Le inquadrature girate ieri mattina costituiscono la scena in cui i tre protagonisti – Michele, ovvero Francesco Turbanti; Edoardo cioè Emanuele Linfatti; e Iacopo ovvero Matteo Creatini – vanno a vedere una sala dove ospitare il concerto, accompagnati da un anziano signore, l’attore grossetano Massimo Dolce; con loro c’è anche la figlia di Michele, Alice, ovvero la piccola Aurora. Non a caso nel condominio c’è (davvero) una grande sala tradizionalmente impiegata per eventi e feste cittadine. E c’è del “verismo” in questa scena. «La sala ha davvero ospitato concerti hardcore punk – dice il regista Falsetti – almeno fino al 2008: li organizzavamo noi», si rivolge all’amico Francesco. «Qui davanti – e si guardano intorno – noi abbiamo fatto gli scout» notano entrambi. «E laggiù – aggiunge Turbanti – in via Portogallo io ho fatto la mia prima caduta in motorino».

Il quartiere Pace con il suo condominio 167 Nord tinteggiato di recente d’un azzurro intenso, quasi a richiamare il cielo, è metasignificante: «Grosseto non è periferia, è provincia – notano regista e attore – Quando si arriva in un quartiere come questo non ti sembra di giungere in un luogo come Tor Bella Monaca: ci sono i palazzoni ma c’è anche il verde, le aiuole», la vita che oscilla tra la monotonia e la serenità.

Margini è un po’ la storia di questi giovani grossetani, oggi professionisti. «I tentativi per organizzare il concerto hanno del rocambolesco e per questo il film è divertente – osserva il direttore di produzione Roberto Romagnoli, bolognese, amico di lunga data di Falsetti – Ma il film è anche nostalgico, esprime un grande attaccamento a questa terra con lo sguardo malinconico di chi ha dovuto lasciarla per trovare la propria strada. E ha un finale amaro». Maremma amara.

Continueranno a girare per cinque settimane: tutti i giorni, domenica e 1° maggio esclusi. Oggi la troupe è sulle Mura alla Sala Eden, dove per altro è stato allestito il loro quartier generale. La settimana prossima sarà la volta dei passaggi in auto tra via Canada e viale Europa. Poi ci saranno le riprese al Cinghialino, dove verranno ricostruite le mitiche Feste dell’Unità.

«Scusate, è il set del film che si gira a Grosseto? Quando esce?», chiede un’anziana signora reggendo le sporte della spesa. I grossetani, insomma, già lo aspettano. –

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