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Fogna in costruzione con tubi inox sospesi ai piedi del paese: esplode la polemica

Gabriele Baldanzi
Fogna in costruzione con tubi inox sospesi ai piedi del paese: esplode la polemica

Il cantiere di Adf solleva proteste per l’impatto visivo: abitanti e Pro loco vanno dal sindaco, verrà fatto un sopralluogo 

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ROCCATEDERIGHI. I lavori – un cantiere da oltre 320mila euro – non sono ancora conclusi, ma i presupposti lasciano la comunità di Roccatederighi preoccupata e l’amministrazione comunale di Roccastrada con un problema in più. Stiamo parlando di un intervento sulla rete fognaria appena fuori dal centro storico di Roccatederighi, nella zona che i rocchigiani chiamano la Ciola, abbreviazione di Porticciola, la porta che dalle campagne permetteva di entrare nel castello.

Qui, nei secoli, erano rimasti alcuni scarichi fognari a cielo aperto, che Acquedotto del Fiora ha previsto di eliminare. E fin qui tutto bene.

I problemi si sono presentati quando, dopo alcune settimane di lavori, con ruspe ed escavatori, in un’area rocciosa dalle pendenze importanti (25-30 per cento), alcuni paesani si sono accorti che l’opera aveva un impatto significativo sul paesaggio, con enormi tubi inox sospesi sui massi di trachite, visibili a chilometri di distanza.

«La nuova fognatura a servizio delle case appoggiate alle vecchie mura del castello – spiega l’artista e scrittore Renato Pisani, portavoce in prima battuta di coloro che contestano i lavori – nasce da un progetto quanto meno discutibile e si traduce in quello che vediamo: un’opera orrenda, con enormi tubazioni e tombini di cemento in bella vista, guasti irrecuperabili al manto roccioso e alla cartolina del paese. Ci stiamo muovendo, quindi, per salvare almeno il lato estetico».

Stesse considerazioni arrivano dal presidente della Pro loco di Roccatederighi, Valeria Zoni: «Stiamo unendo le forze per capire cosa fare, quali margini di manovra ci sono con Acquedotto del Fiora. Ovviamente l’interlocutore della società e della ditta è il comune di Roccastrada. Noi abbiamo rappresentato il problema al primo cittadino e all’ufficio tecnico. Intanto avvieremo una raccolta di firme in paese, perché il guasto che è stato creato è peggio della precedente situazione. E ciò che vorremmo scongiurare è proprio un danno permanente a un’area che era rimasta intatta negli ultimi secoli. Si chiede, quindi, nella fase conclusiva dei lavori, di porre un’attenzione e una sensibilità diversa rispetto a quella usata fino a ora».

L’intervento al momento risulta oggettivamente brutto. I rocchigiani vorrebbero sapere se questi tuboni e i pozzetti verranno in qualche modo coperti, tutti interrati e se si procederà poi a un ripristino dei luoghi, peraltro molto complicato, visto che sono state spaccate rocce enormi. Insomma su questo cantiere c’è attenzione. È stata coinvolta anche la Soprintendenza.

Il sindaco Francesco Limatola ne è consapevole: «La Pro loco e i cittadini che si sono rivolti a me hanno ragione e il mio impegno non mancherà. Venerdì 23 aprile faremo un nuovo sopralluogo, a cui sarò presente, poi, carte alla mano, incontreremo di nuovo il Fiora e l’ingegnere responsabile dei lavori. La situazione che si presenta attualmente non può essere definitiva e mi riferisco ai tubi in sospensione sulle rocce».

Lo sfregio ai massi della Rocca ha allargato, però, il fronte della protesta. Pisani va oltre l’ultimo discutibile intervento: «Questi lavori, così come le fognature che hanno attraversato il paese e la realizzazione del depuratore a servizio di Roccatederighi e Sassofortino innescano una domanda: chi controlla la qualità degli interventi dell'Acquedotto del Fiora? La sensazione è che si privilegi al massimo possibile il risparmio e passi sempre in secondo piano la qualità, senza che alcuno abbia ruolo e potere per interferire sui progetti e successivamente nel controllo dei lavori. Il progetto presentato e discusso nelle assemblee pubbliche, a Roccatederighi, con tanto di mappe, disegni..., esposti per un mese nei centri civici, è stato completamente stravolto nella fase esecutiva. Il progetto prevedeva la costruzione del depuratore nella zona di Peruzzo con due distinte linee di fogna che scendevano per Sassofortino lungo la dorsale del Piaggione e per Roccatederighi lungo la strada dei Pereti. Alla fine, invece, il depuratore, a suo tempo, fu realizzato a Roccatederighi, proprio sotto i massi, in uno dei luoghi più suggestivi del territorio comunale». Pisani parla con cognizione di causa, carte in mano. «Nel recente passato – conclude – sono state richieste autorizzazioni e si sono pagati rimborsi cospicui ai proprietari per il passaggio teorico di tubature, che poi invece hanno attraversato terreni diversi, di altri, secondo una direttrice che non era quella prevista sulla carta. Non solo. Anche per i lavori alla Ciola, quelli in corso, una parte importante delle abitazioni non saranno comunque interessate all’uso del depuratore e dunque continueranno a scaricare nell’ambiente. Insomma, non si riuscirà a intercettare tutti gli scarichi di Rocca Vecchia che versano sulla Ciola». —

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