Il dolore
Cascate Saturnia, la svolta La proprietà del sito è definitivamente pubblica
L’area è stata perimetrata Marras: «Ora il Comune può chiederne la custodia Il disciplinare della concessione va firmato con la Regione»
Ivana Agostini
manciano. L’area delle Cascate del Gorello, a Saturnia, è pubblica. Lo ha sancito un decreto firmato dal Genio civile che si è occupato di perimetrare l’area del fosso Gorello – che alimenta le cascate – per stabilire cosa sia pubblico e cosa privato.
Nonostante quella delle Cascatelle sia una delle zone della Maremma tra le più famose al mondo, con le sue cascate di acqua termale, finora non esisteva una “mappa” che stabiliva con precisione, centimetro per centimetro, chi ha giurisdizione sul suolo. La perimetrazione consente adesso al Comune di poter richiedere la custodia dell’area, che è il passaggio decisivo per la sua gestione e regolamentazione.
L’annuncio ufficiale è stato dato dall’assessore al turismo della Regione Toscana, Leonardo Marras.
«Con la firma del decreto che individua l’area di demanio idrico del Gorello e del torrente Stellata oggi (ieri), formalmente e per la prima volta, si sancisce che l’area delle cosiddette Cascatelle è pubblica. D’ora in poi il confine demaniale è definito e l’area del Gorello è addirittura più grande dopo i lavori di ripristino fatti in seguito all’evento di forte maltempo di due anni fa». Si porta a compimento, in questo modo, il percorso deciso dopo l’investimento sostenuto dalla Regione a causa dell’ultima esondazione.
Si tratta di un atto molto importante e anche atteso soprattutto in un momento in cui si è nuovamente accesa, ma forse non si è mai spenta, la polemica sulla gestione di uno dei siti di acqua sulfurea più noti al mondo.
Sotto i riflettori, infatti, è finita la decisione presa dal Comune di Manciano di contingentare gli ingressi al Gorello attraverso un sistema di prenotazioni e di turni governato da un portale web.
Il portale, annunciato con grande risalto nei giorni scorsi, in realtà è solo una prova generale in attesa che venisse firmato questo decreto.
Eppure, secondo la minoranza consiliare di Tradizione e Futuri capeggiata da Giulio Detti, sarebbe arrivata nel momento sbagliato tanto che, non più tardi di martedì, il gruppo di minoranza aveva chiesto al sindaco Mirco Morini e alla giunta di fare un passo indietro sul Gorello e dare il via a un percorso partecipato portando l’argomento in consiglio comunale da trasmettere in streaming o da organizzare in uno spazio pubblico all’aperto in modo da garantire ai cittadini la possibilità di assistere al dibattito.
«Quel luogo – aggiunge l’assessore regionale Marras – non è un semplice fosso ma un sito d’importanza naturalistica e di richiamo internazionale, che è necessario gestire con regole chiare d’accesso e fruizione. Trovo che la modalità di prenotazione sia l’ultima delle priorità e lo dimostra la confusione che si è creata nelle ultime settimane attorno al lancio della piattaforma; piuttosto, da adesso il Comune potrà richiedere la custodia del bene, proporre la regolamentazione d’uso e firmare il disciplinare della concessione con la Regione. Farlo correttamente e velocemente può sicuramente aiutare vista l’imminente la ripartenza del settore turistico e l’avvio della stagione estiva».
Marras dà anche la propria disponibilità di amministratore regionale «per dare il supporto necessario, ma – chiarisce – evitiamo di dare messaggi che rischiano di compromettere la reputazione della destinazione turistica. Confido, dunque, che questo passaggio favorisca davvero una rapida soluzione alle criticità evidenziate dal territorio». —
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