Sicurezza
Svolta gessi rossi: tramonta il progetto Pietratonda
La conferenza dei servizi ha bocciato la richiesta di Accornero di portare oltre un milione di tonnellate di materiale nell'ex cava
CAMPAGNATICO. La conferenza dei servizi, riunita stamani, mercoledì 21 aprile, a Grosseto nella sede della Regione, ha bocciato il progetto di ripristino delle ex cave di Pietratonda, nel comune di Campagnatico, presentato dalla società Accornero Spa, proprietaria dell’area.
Il progetto prevedeva il ripristino dell’ex cava dell’Incrociata usando oltre un milione di tonnellate di gessi rossi, provenienti dagli scarti di lavorazione del biossido di titanio negli stabilimenti scarlinesi della multinazionale Venator.
Contestualmente la conferenza dei servizi ha dato come prescrizione alla Accornero la messa in sicurezza della zona, a partire dalla sua recinzione.
Bocciata l’ipotesi di destinare i gessi rossi a Pietratonda, si apre adesso una partita importante sul futuro della Venator che deve trovare un’alternativa a dove stoccare il materiale, dato che la Cava di Montioni (tra Follonica e Gavorrano), dove finora venivano conferiti i fanghi, è ormai satura.
Soddisfatta la sindaca Alessandra Biondi di Civitella Paganico, comune vicinissimo a Pietratonda: "Sono molto soddisfatta dell'esito della conferenza, per noi è un risultato importantissimo che il progetto Accornero sia stato ritenuto non idoneo all'area. Devo dire che non ci sono né vincitori né vinti, perché comunque i problemi restano e vanno affrontati, ma certamente quella proposta non poteva essere la soluzione. Se si fosse dato il via libera al progetto di Accornero, questa sì che sarebbe stata una sconfitta".
Intanto oggi alle 15 a Scarlino è convocata in Comune la Consulta per l’ambiente per discutere di gessi rossi alla luce della relazione conclusiva dell’inchiesta parlamentare che nei giorni scorsi ha bocciato il progetto.
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