Sicurezza
Nel 2021 più di 20mila cittadini rischiano di diventare poveri
grosseto. Sfiorano quota 200 quintali gli alimenti distribuiti da Anteas, l’associazione di volontariato-diretta emanazione della federazione pensionati della Cisl di Grosseto, nei primi tre mesi dell’anno, da gennaio a marzo; 88 sono i quintali di prodotti a lunga conservazione donati nei pacchi alimentari con cui si sostengono due volte al mese famiglie bisognose, e 108 i quintali di prodotti freschi che vengono consegnati quattro giorni la settimana nella sede Anteas di via Parini. Bastano questi dati per avere la certezza che stanno aumentando, rispetto allo scorso anno, le famiglie che si rivolgono ad Anteas: nei primi tre mesi 2020 i quintali di prodotti a lunga conservazione erano stati 50 mentre i cibi freschi erano stati 27 quintali.
«I dati sul primo trimestre di attività – nota Gianfranco Benigni, presidente di Anteas Grosseto – mostrano un incremento delle famiglie che si rivolgono a noi. Sono elementi che denotano una situazione davvero preoccupante, sicuramente determinata dalla crisi economica causata dalla pandemia».
«Negli ultimi mesi – spiega Benigni – abbiamo avuto un’impennata nelle richieste e, soprattutto, si sono aggiunte nove figure, che si rivolgono a noi: ci sono tante famiglie che fino a pochi mesi fa riuscivano ad andare avanti e che adesso fanno fatica. Sono lavoratori dipendenti, magari con il salario ridotto per la cassa integrazione, stagionali, lavoratori autonomi, che hanno ridotto la loro possibilità di lavoro».
I volontari di Anteas si fanno in quattro ogni giorno e la possibilità di consegnare grandi quantità di cibo è l’effetto benefico delle importanti donazioni ricevute, a partire dal cinque per mille pro associazione. «E ogni volta che abbassiamo la saracinesca del nostro punto di distribuzione – sottolinea Benigni – i nostri scaffali sono svuotati per riempire le borse della famiglie, che si mettono in fila per avere la loro spesa. Sono aiuti resi possibili anche dal sostanziale aumento dei prodotti ricevuti dal banco alimentare e dal contributo del Comune».
La preoccupazione di Anteas è che, se la situazione non subirà un cambiamento, le richieste potrebbero determinare il raddoppio dei numeri dello scorso anno: «Da una prima stima temiamo – conclude Benigni – che potremmo arrivare a consegnare 100 tonnellate di cibo, contro le 59 dello scorso anno e di dover sostenere più di 20mila persone. Numeri, per il nostro territorio, davvero impressionati».
Ecco perché Anteas lancia un appello alle imprese e ai cittadini del territorio: «Chi volesse sostenerci, donando alimenti invenduti può farlo chiamando il numero 0564 422324, inviando una email all’indirizzo antea.grosseto@virgilio.it, o sottoscrivendo a nostro favore il cinque per mille, codice fiscale 92058730539».
Chi volesse poi donare a Anteas abiti in buono stato, può recarsi il martedì pomeriggio al Piazzalone, sopra la sede degli uffici postali, oppure può recarsi nella sede di Anteas Grosseto in via Parini. –
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