Sicurezza
«I dipendenti sono vaccinati, l’ufficio non deve chiudere»
grosseto. Il punto anagrafico dell’ospedale Misericordia è stato chiuso e di questo argomento, Il Tirreno, si è occupato qualche giorno fa, dopo che un cittadino aveva segnalato le difficoltà che aveva vissuto a causa di questa decisione. Ora, il difensore civico della Toscana, Sandro Vannini, ha scritto ad Antonio D’Urso, direttore generale dell’Asl Toscana sud est e ai responsabili della sanità per la Regione Toscana in merito a quanto segnalato dal nostro giornale, sollecitandone il ripristino.
«Pur con un certo ritardo rispetto all’articolo in questione (ed evidenziando come comunque la questione sia già stata sollevata dal funzionario responsabile della pratica nel corso dell’incontro della riunione della commissione regionale di Bioetica propedeutica alla preparazione del prossimo evento dedicato ai 20 anni della stessa, nella quale si affronteranno anche i problemi connessi alla maternità e alla parità di genere nell’assistenza sanitaria) - spiega il difensore civico della Regione - sono a chiedere all’Azienda Sanitaria chiarimenti rispetto a quanto risulta dall’articolo. Infatti, giustamente, il personale sanitario compresi gli amministrativi dovrebbe essere già stati sottoposto a vaccinazione e quindi non vedo i motivi per tenere gli addetti allo sportello in telelavoro (diverso era al momento della pandemia nel marzo 2020 quando non c’era il vaccino)».
Le domande del difensore civico sono quelle che venivano poste anche nell’articolo. «L’articolo riporta con chiarezza i disagi delle donne che, magari dimesse dopo il cesareo sono costrette a spostarsi in auto fino al Comune di Grosseto - dice ancora - dove solo grazie alla disponibilità degli impiegati dell’anagrafe riescono a porre la firma sulla denuncia di nascita in strada, senza bisogno di dovere entrare negli uffici dove la loro fragilità le esporrebbe a rischio di contagio (oltre che al disagio di dovere camminare con una ferita aperta) e dovendo portare il figlio appena nato con loro. In attesa di capire i motivi di tale scelta (che peraltro sembra riguardare solo il presidio di Grosseto e non gli altri ospedali dell’Azienda sanitaria sul vasto territorio della Asl Sud Est, dove il servizio di denuncia nascite presso l’ospedale sembrerebbe regolarmente attivo), prego valutare rapidamente il ripristino del servizio e approfondire i motivi dell’automatica applicazione del telelavoro ai dipendenti (spero già vaccinati) che svolgono questa importante funzione. Segnalo anche alla responsabile del percorso nascite presso la Regione Toscana, perché sia monitorata l’uniforme applicazione delle regole legate alla tutela della maternità su tutto il territorio regionale, anche durante l’emergenza Covid 19». Sollecitazione questa che è stata inviata direttamente al direttore dell’Asl Toscana sud est Antonio D’Urso. —
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