Sicurezza
Pietratonda, conto alla rovescia per la decisione
Dopodomani la conferenza dei servizi si riunisce per il progetto di ripristino dell’area mineraria presentato da Accornero
Lina Senserini
Campagnatico. Mercoledì mattina, a Grosseto, è in programma la conferenza dei servizi sul progetto di ripristino dell’area mineraria di Pietratonda, nel comune di Campagnatico, presentato dalla proprietà, Accornero spa. L’attesa sale, perché questa, a meno di sorprese dell’ultimo minuto, dovrebbe essere la seduta decisoria, dato che nella precedente del 4 marzo, è stato stabilito di avviare la procedura di diniego al piano e ne è stata data comunicazione all’azienda, che a sua volta ha inviato agli uffici regionali competenti le proprie osservazioni alle motivazioni del diniego stesso.
C’è dunque da vedere se il “mezzo no”, legato soprattutto al niet della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio nella seduta del 2 febbraio, diventerà un no definivo o un sì, alla luce delle osservazioni messe a punto dai tecnici incaricati da Accornero.
Certo è che il destino delle cave, ora, si lega inevitabilmente a quello del materiale con cui, secondo il progetto, dovrebbero essere riempite: i gessi rossi prodotti dalla lavorazione del biossido di titanio negli stabilimenti della multinazionale Venator a Scarlino.
La recente relazione della Commissione bicamerale sulle ecomafie presieduta dal deputato Stefano Vignaroli, infatti, è arrivata come un tegola a sparigliare le carte anche per i progetti di Pietratonda, dichiarando senza mezzi termini che i gessi non possono essere riutilizzati in operazioni di ripristino ambientale perché rilasciano sostanze inquinanti nei terreni e nelle falde acquifere; e aggiungendo che sono un rifiuto e come tale deve essere smaltito in idonee discariche a norma di legge. La relazione è stata inviata all’esame delle Camere e si attende la risposta.
Oggi, intanto a Follonica – nel cui comune si trova la cava di Poggio Speranzona (oggetto dell’inchiesta) dove i gessi vengono utilizzati per il ripristino ambientale– è convocata la commissione consiliare Ambiente per discutere proprio della relazione Vignaroli.
È passato, dunque, più di un anno dal 21 gennaio 2020 quando, per la prima volta, Accornero e gli enti interessati si sono seduti intorno a un tavolo negli uffici di via Cavour a Grosseto, per esaminare il progetto di Pietratonda. Da allora, la conferenza si è riunita il 21 giugno, allargata in quell’occasione al comune di Civitella-Paganico, alle associazioni ambientaliste e alla Soprintendenza, per arrivare, dopo quattro rinvii, all’11 febbraio 2021. Anche in quel caso, il tempo di sedersi (virtualmente perché con il Covid ci si riunisce in videoconferenza) che subito è stato tutto rimandato al 4 marzo, quando è arrivata la decisione di avviare la procedura di diniego. –
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