Italia
Valutazione dei pazienti «Servono più medici, così non si lavora bene»
I dottori che stanno somministrando i vaccini hanno avvisato l’Asl ma ancora non hanno ricevuto risposta sulla loro richiesta
Lina Senserini
Grosseto. Serve più tempo per informare correttamente i cittadini che vengono a vaccinarsi e più medici nei centri vaccinali della provincia. Il problema era già emerso in un’intervista del Tirreno al medico grossetano Federico Busonero, che insieme ai colleghi Mario Severi e Marco Baldari, ha più volte segnalato alla Asl, con telefonate ed email (la prima il 12 marzo), che i due o tre minuti a disposizione per fare correttamente la procedura di consenso informato e scheda anamnestica a chi deve vaccinarsi sono del tutto insufficienti.
Oggi tornano a ribadirlo con forza, dopo che le loro segnalazioni all’Asl sono cadute nel vuoto e il problema si sta facendo sempre più pressante, soprattutto al centro “maxi” Aurelia Antica, dove prestano servizio. Le indicazioni ministeriali, infatti, prevedono che siano i medici a sovrintendere anche alle altre fasi della vaccinazione, mentre rispetto all’informativa per il cittadino, il loro compito sarebbe quello della supervisione della scheda, che ogni “vaccinando” dovrebbe compilare in proprio e portare già pronta alla seduta.
Secondo Busonero, Baldari e Severi le criticità organizzative potrebbero essere in parte risolte con un numero maggiore di medici per turno, quanto mai necessari dopo che il vaccino, in questo caso Astrazeneca, è stato esteso alle persone tra 70 e 80 anni. «Molte di loro non hanno l’opportunità di stampare la scheda e di formulare il consenso, oltre ad avere più patologie da valutare», spiegano Busonero, Baldari e Severi, in servizio volontario, assunti da un’agenzia esterna e “prestati” alla Asl Sudest. «Spesso arrivano da noi con le 12 pagine di moduli in bianco, oppure riempite in parte, magari dai nipoti, i figli, le nuore e ci sono stati casi di persone che sono venute a fare il vaccino Astrazeneca con la scheda del siero Pfizer. Tra gli episodi da segnalare, quello di una persona che si è presentata con un sacchetto di medicinali da far vedere al medico. Certamente non si possono biasimare questi anziani, spesso soli, che si affidano al medico come è loro abitudine. E se la loro storia clinica non è chiara e affidabile, noi dobbiamo avere il tempo per ricostruirla».
La situazione, secondo Baldari, Busonero e Severi, è destinata a peggiorare ancora per le vaccinazioni con Astrazeneca, perché da mercoledì, sul foglietto informativo del farmaco, che ora si chiama Vaxzevria, tra gli effetti collaterali sono stati aggiunti i rari casi di eventi avversi tromboembolici. Quindi è plausibile che al medico del centro vaccinale vengano richieste informazioni aggiuntive e sarà necessario ancora più tempo per il colloquio. «A nostro avviso questo è un problema da non sottovalutare, perché il consenso raccolto nel modo attuale non può essere considerato valido. Il paziente deve avere il tempo necessario per riflettere riguardo alla decisione da prendere dopo che ha parlato con il medico, ma con questa organizzazione non gli è possibile. Vaccinarsi è fondamentale, essendo l’unico modo per uscire dalla pandemia, ma occorre un sistema più efficiente, prendendo in considerazione le criticità sollevate dai medici che lavorano nei centri, come nel nostro caso. Ad oggi, invece, non siamo mai stati convocati nemmeno per un confronto e una riunione operativa», concludono. Dunque, aumentare il numero dei medici. La Asl spiega di essere a conoscenza del problema e di aver preso in carico le richieste dei tre professionisti grossetani, ma ci sono difficoltà oggettive a reperire personale, nonostante l’aumento di forniture di vaccini per le prossime settimane. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
