Sicurezza
Prenotare le cascate Le cinque questioni che sollevano dubbi sull’operazione
Pd, Sinistra, Dionisi, ex sindaci chiedono di ritirare il progetto «Complicato dal punto di vista normativo e operativo»
Francesca Ferri
manciano. Come può il Comune di Manciano far accedere alle Cascate del Mulino (o del Gorello) a Saturnia solo un numero di limitato di persone, 650, che si prenotano con il nuovo portale?
La domanda, al sindaco Mirco Morini e all’assessora al turismo Valeria Bruni, la pongono in una lettera aperta inviata ieri i consiglieri di minoranza di Tradizione e Futuro, Fiorenzo Dionisi a nome del suo gruppo, la segretaria del Pd di Manciano Hannah Lesch, il rappresentante di Sinistra mancianese Antonio Camillo, due ex sindaci, Marco Galli e Rossano Galli e l’ex vicesindaco Daniele Pratesi, il segretario del circolo Pd di Marsiliana Roberto Bonemei e due ex segretati dell’unione comunale Pd di Manciano, Alberto Bertinelli e Alessandro Giomarelli.
Minoranza, politici esd ex amministratori sollevano cinque questioni cardine che, a loro giudizio, ostacolano il progetto del Comune, il quale, come è noto, ha di recente messo on line un portale per la prenotazione alle cascatelle di Saturnia, lungo il fosso Gorello, sito termale conosciuto in tutto il mondo e da sempre meta di turisti, ma dal complicato inquadramento amministrativo.
Il fosso e la parte a valle sono del Demanio, mentre l’ex mulino e il campo che lo sormonta sono di Terme di Saturnia, che più a monte ha il proprio resort. Di recente il Comune ha comprato 2,5 ettari di campi per farne un parcheggio.
Ma quali sono le perplessità di politici, ex amministratori e minoranza?
Punto primo, il Comune non è proprietario dell’area e al momento non ne ha la titolarità, a meno che non la chiuda con un’ordinanza sindacale. Ma la chiusura, mettono in guardia, potrebbe rivelarsi un boomerang in futuro.
Punto secondo, l’area non è delimitata, cioè non è chiusa da una recinzione, che sarebbe complicato installare anche per i vincoli paesaggistici. Come pensa, il Comune, di tenere a bada eventuali “intrusi”? E come pensa di gestire la rotazione dei turni di accesso (ne sono previsti tre di quattro ore ciascuno dalle 8 alle 20)?
Terza questione: la piattaforma di prenotazione non prevede l’inserimento delle generalità di chi prenota, né chiede pagamento. L’amministrazione ha giustificato questa scelta per snellire la gestione della privacy, ma secondo Pd, Sinistra mancianese, Dionisi ed ex sindaci al momento non sarebbe attrezzata per evitare acquisti in blocco da parte di tour organizzati, tipo bagarinaggio, a danno di singoli fruitori o di residenti e penalizzando gli ospiti delle strutture ricettive.
Il quarto punto riguarda il parcheggio. Il Comune ha dichiarato che nell’area saranno ammesse 650 persone. In un’intervista al Tirreno l’assessora Bruni aveva dettagliato che sarebbero state 150 persone, e fino a circa 550 se si userà anche campo superiore (di Terme di Saturnia). Osserva la minoranza: limitare gli ingressi a 150 a turno rende ancor di più incomprensibile l’acquisto di 100mila euro di 2,5 ettari di terreno agricolo per farne un parcheggio che può ospitare fino a 1.000 autovetture.
Ultima questione: il costo della gestione della sorveglianza necessaria a garantire la regolamentazione di questo luogo. Il Comune ha parlato di steward agli ingressi: quanto costeranno? Come verrà garantito il rispetto delle regole? Il Comune avrà la responsabilità civile? Come verranno finanziati i costi di gestione?
Insomma, la lettera mette in guardia da un progetto che pare essersi dotato di strumenti – il portale di prenotazioni – ma senza aver predisposto tutti i passaggi normativi e amministrativi per avere la titolarità di intervenire su quel luogo.
Per non parlare del problema dei problemi – che la lettera non solleva ma che è noto a ciascun mancianese – ovvero che a norma di legge le acque dei fiumi non sono balneabili, e quelle del Gorello non fanno eccezione. Finché il sito è a fruizione libera, si può anche chiudere un occhio, ma se l’amministrazione pubblica pone dei paletti alla sua fruizione, qualcuno potrebbe alzare il dito e sollevare un’obiezione.
«L’equilibrio delicatissimo di cui quel sito necessita, sia dal punto di vista normativo che operativo, non può essere compromesso da azioni sconclusionate e aleatorie», concludono. Il settore turistico ha bisogno di ripartire «e non può essere trascinato in una voragine di incertezze e di ulteriori problemi». Da qui la richiesta a Morini e a Bruni di ritirare il provvedimento. —
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