Il Tirreno

Grosseto

«Per la chemioterapia devo vaccinarmi ma è impossibile»

Ivana Agostini
«Per la chemioterapia devo vaccinarmi ma è impossibile»

Il calvario di un commerciante al quale hanno diagnosticato un tumore Sul portale della Regione Toscana ancora non è riuscito a registrarsi  

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Ivana Agostini

capalbio. Ha un tumore scoperto da poche settimane ma nonostante questo non riesce a vaccinarsi contro il Covid. È la storia di Paolo Messina, commerciante di generi alimentari di Borgo Carige, frazione del comune di Capalbio. Ha 61 anni e sta vivendo una situazione che lui stesso definisce “kafkiana”. Appartiene alla categoria delle persone fragili ma riuscire a prenotarsi per il vaccino è diventata una vera impresa impossibile. Ha deciso di raccontare la sua storia che, dice, «è anche la storia di molti».

Non solo al Tirreno ma ha anche deciso di scrivere il suo calvario al difensore civico per far valere i suoi diritti e di tutti coloro che si trovano nella sua stessa situazione. «Il 21 marzo – racconta – mi è stato diagnosticato un tumore, a seguito di ricovero d’urgenza per una crisi renale acuta. Fui ricoverato all’ospedale San Carlo di Nancy a Roma. La diagnosi è stata poi perfezionata in mieloma multiplo e il percorso diagnostico e terapeutico sta proseguendo al Campus Biomedico di Trigoria (Roma), in day hospital e ambulatorio».

Messina deve iniziare la chemioterapia e per farlo, il Campus Biomedico richiede vaccinazione antiCovid mRNA, non potendo procedere direttamente alla vaccinazione dato che il paziente risiede in Toscana, a Capalbio.

È nella ricerca di arrivare al vaccino che una situazione già complicata, lo è diventata ancora di più. Messina ha iniziato a provare a registrarsi sul portale della Regione Toscana. «Non senza difficoltà, sia per telefono che collegandomi al sito - dice - ho scoperto che la Regione chiuso il portale d’iscrizione anche per soggetti ad alta fragilità, come me. Non è prevista alcuna data certa di riapertura. Il portale web nulla dice per chi ha scoperto la propria fragilità dopo il 19 marzo, ultima data d’iscrizione alla quale saranno chiamati i soggetti già iscritti, per la vaccinazione».

Come se non bastasse, il capalbiese ha provato a chiamare ai dei numeri telefonici che gli sono stati consigliati. «Il numero per le informazioni che ho trovato seguendo indicazioni avute da un tg non è un numero verde di difficilissima raggiungibilità e di nessun aiuto, poiché rimanda al portale web che è chiuso. Per finire, il mio medico curante non riesce a darmi aiuto». Il sessantunenne al momento, quindi, deve decidere se iniziare le cure oncologiche e rimanere fortemente esposto al possibile contagio Covid, o – dice con scoramento – «non curarmi il tumore, rimanendo comunque con un sistema immunitario minato dalla mia malattia, e assistere impotente al suo decorso. Ritengo che tutto ciò sia altamente lesivo dei miei diritti di cittadino, della mia dignità personale, del mio diritto alla salute, come espressi dall’articolo 32 della nostra Costituzione». Ogni altra soluzione sembra non percorribile in tempi brevi e comunque non di facile raggiungimento.

Messina però non ha certo intenzione di arrendersi e vuole che la sua situazione sia conosciuta anche per aiutare tutti coloro che non hanno voce e che si devono giostrare fra ricerche su internet, telefonate, registrazioni, attese al telefono senza, a volte, riuscire a venire a capo di nulla. «Purtroppo – conclude – non esiste solo il Covid. Le persone continuano ad ammalarsi e a morire anche di altre malattie che spesso non si sono potute curare proprio a causa del Covid. Siamo dei dimenticati fra i dimenticati». Messina non chiede niente di più che i suoi diritti di malato e di uomo che ha diritto a curarsi sconfiggere il tumore. Ma intanto il tempo corre e il vaccino non c’è. —

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