Sicurezza
Si ustiona accendendo la stufa Muore l’ex autista Iro Bellini
Tragico incidente il 22 marzo: una fiamma fa esplodere la bottiglietta di alcol Soccorso dal figlio e ricoverato per oltre tre settimane a Pisa, è spirato ieri
Lina Senserini
Campagnatico. È morto dopo tre settimane di agonia al centro grandi ustioni dell’ospedale Cisanello di Pisa, dove era stato ricoverato il 22 marzo, in gravi condizioni a causa di un incidente in casa. Iro Bellini, 75 anni, aveva ustioni sul 45 per cento del corpo, provocate dallo scoppio di una bottiglietta di alcool che aveva utilizzato per accendere la stufa in cucina, nella sua casa a Campagnatico, dove abitava da solo, dopo la morte della moglie avvenuta 15 anni fa.
Lo faceva spesso quando la legna non voleva saperne di arderci, consapevole che era pericoloso, ma reso sicuro dall’abitudine di un gesto ripetuto spesso. Uno spruzzo di alcol sulla legna prima di buttare un fiammifero nella stufa. Un’imprudenza che questa volta gli è stata fatale, perché quella mattina il fuoco si è alzato subito nello sportello e un ritorno di fiamma ha fatto esplodere la bottiglietta mentre era ancora tra le mani di Iro. Un attimo ed è stato avvolto da una nuvola di fumo e fiamme che lo hanno preso soprattutto al torace e alle mani, mentre la maglia di lana che aveva addosso si è incendiata ustionandogli gravemente anche la schiena.
Soccorso dal figlio Mauro che abita al piano di sopra è stato portato subito con Pegaso a Pisa dove è arrivato in condizioni gravissime. I medici non hanno dato molte speranze ai familiari data l’estensione e la gravità delle ustioni, l’età non più giovane, benché Iro fosse ancora in salute. Sedato e intubato non ha mai ripreso conoscenza e ieri pomeriggio è spirato. Il corpo è ora al centro di medicina legale del Cisanello a disposizione della magistratura che dovrà fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente come avviene sempre in casi come questo.
«“Questa volta ho fatto una cavolata”, sono state le ultime parole di mio padre prima che dell’arrivo dei medici che lo hanno portato via con Pegaso», racconta l’altro figlio, Michele, distrutto dal dolore per un incidente assurdo che ancora non si spiega per un uomo come suo padre, abituato a stare da solo, attento e prudente.
Iro Bellini era uomo stimato e benvoluto, conosciutissimo in tutta la provincia per aver portato a scuola generazioni di studenti. Prima della pensione, infatti, ha lavorato per trent’anni alla Rama (così si chiamava prima di diventare Tiemme) e molti se lo ricordano già dal tempo delle elementari, quando ancora non c’era lo scuolabus comunale e il servizio lo faceva la Rama. «Negli ultimi anni faceva soprattutto la tratta Campagnatico-Grosseto e ha portato a scuola anche me – ricorda Michele che ora ha 46 anni e lavora come geometra – ma prima aveva lavorato un po’ in tutta la Maremma. Quando capitava di andare in giro con lui, anche dopo che era pensionato non mancava mai di incontrare qualcuno che lo riconoscesse e lo salutasse con grande affetto».
Alla famiglia ha espresso il proprio cordoglio anche il sindaco Luca Grisanti con un messaggio su Facebook. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
