Il Tirreno

Grosseto

la petizione  

Salute e storia sanitaria «Diamo più tutele a chi è stato adottato»

Sara Landi
Salute e storia sanitaria «Diamo più tutele a chi è stato adottato»

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Oltre 8.200 firme raccolte in pochi giorni sulla piattaforma Change.org per chiedere più tutele per il diritto alla salute per chi è stato adottato. L’idea è della scrittrice e consulente per le adozioni Anna Genni Miliotti che ha lanciato la petizione dopo aver letto sui giornali la storia di una donna di Como malata di tumore che cerca la mamma biologica per potersi sottoporre a una terapia sperimentale per la quale è necessaria una mappatura genetica.

«Purtroppo – dice Miliotti – la madre biologica ha scelto di non far trascrivere il proprio nome nei documenti, chiedendo inoltre di cancellare i dati sanitari come all’epoca era lecito fare». E proprio la possibilità di accesso a informazioni tanto preziose e delicate come quelle che riguardano la storia sanitaria di una persona, dalle malattie avute ai vaccini fatti, è al centro dell’iniziativa di Anna Genni Miliotti che in rete ha trovato grande adesione. «Per una persona adottata è difficile se non impossibile – si legge nel testo della petizione – avere una scheda sanitaria relativa alle proprie origini biologiche. All’atto della “rinuncia” da parte della madre biologica non viene allegata la sua scheda sanitaria con anamnesi medica. Non viene richiesta come atto obbligatorio nemmeno nei casi di anonimato. Così le persone adottate non trovano, al momento della loro richiesta di informazioni sulle loro origini ai Tribunali dei minori, alcuna scheda sanitaria. Spesso sono perse tra ospedali e uffici vari oppure non esistono proprio. Il diritto alla salute è un diritto di tutti ma per questa categoria di persone sembra davvero inattuato». Eppure, sottolinea Miliotti, si parla in gergo tecnico di “informazioni non identificative” proprio perché non consentono di risalire all’identità del genitore biologico ma sono fondamentali se ci sono malattie ereditarie o anamnesi da ricostruire.

«Ci sono tanti casi in cui sapere è meglio che non sapere – dice l’ideatrice della petizione – Penso solo all’anemia mediterranea ma si potrebbero fare tanti altri esempi. Il mio obiettivo è arrivare a 10mila firme e capitalizzarle rivolgendomi in modo bipartisan ai parlamentari che vogliano raccogliere il mio appello. Dalla petizione deve nascere una proposta di legge a tutela di questo diritto». Secondo Miliotti e i tanti firmatari la documentazione sanitaria deve essere obbligatoriamente richiesta alle madri biologiche al momento del parto o comunque nel percorso precedente il decreto di adottabilità. –

Sara Landi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa