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Cattivi odori, rumori, rifiuti Così scatta la segnalazione

Alfredo Faetti
Cattivi odori, rumori, rifiuti Così scatta la segnalazione

L’Arpat rivela i motivi degli “avvisi” ricevuti dai maremmani nel corso del 2020  La stragrande maggioranza si concentra nel periodo estivo con l’arrivo dei turisti 

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Alfredo Faetti

grosseto. In Toscana nel 2020 è calato mediamente il numero di segnalazioni fatte all’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana dai cittadini, ma non in Maremma.

Il report pubblicato dall’Arpat è molto simile a quello dell’anno precedente, con un calo di sole due segnalazioni: nel 2019 erano state 47, nel 2020 sono state 45 e la maggior parte è arrivata ancora una volta da Grosseto e di nuovo hanno riguardato le emissioni in atmosfera. Ma non sono mancati neanche i problemi con i rifiuti e i rumori, specialmente durante l’estate quando – nonostante la pandemia da coronavirus – la Maremma ha accolto migliaia di turisti.

Come ogni anno, l’Arpat ha fatto il riepilogo delle segnalazioni ricevute nel corso di quello precedente. L’edizione 2021, con i dati riferiti al 2020, se da una parte offre una lettura più dettagliata su come un procedimento nasca, si sviluppi e si concluda, dall’altra mette meno a fuoco il territorio, offrendo un quadro provinciale che non scende nel dettaglio di ciascun comune. Fatta questa premessa, quel che balza subito all’occhio è la controtendenza del Grossetano nel numero di segnalazioni: in tutte le altre province si registra un calo sensibile rispetto al 2019 (anche perché nel 2020 Arpat ha smesso di raccogliere segnalazioni telefonicamente), mentre i maremmani hanno mantenuto alta la guardia sulla scia dell’anno precedente. Ma in ogni caso, i numeri restano bassi nel confronto con le altre zone: solo Massa Carrara ha presentato meno segnalazioni (34).

Restando nel confronto tra province, la Maremma non mostra particolari problematiche. Entrando però nel dettaglio provinciale nostrano, le segnalazioni hanno iniziato a intensificarsi da aprile con un crescendo costante che ha raggiunto l’apice a luglio, nel pieno dell’estate e al picco della presenza turistica.

L’andamento ha poi ripreso a scendere dalla fine di agosto fino a quasi azzerarsi a ottobre, salvo un piccolo aumento registrato a novembre. Nella maggior parte dei casi il problema segnalato ha riguardato le emissioni in atmosfera in cui giocano un ruolo anche i cattivi odori. A seguire c’è il rumore e poi i rifiuti, e si tratta di segnalazioni legate in particolar modo ad abbandoni irregolari e strettamente connesse alla presenza di turisti, come dimostra l’arco temporale in cui si sono concentrate. Infine, altre segnalazioni hanno riguardato la presenza di amianto e i campi elettromagnetici. Per queste segnalazioni, nella maggior parte inviate via web, la struttura grossetana di Arpat ha concluso il procedimento mediamente nel giro di poco meno di due settimane. Molte delle verifiche condotte hanno attestato che non risultava alcuna infrazione, in otto casi è stato chiesto l’intervento dell’autorità amministrativa, mentre in una sola circostanza il procedimento ha portato a constatare una violazione di legge. —

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di Redazione web