Gioco
Un tuffo nel passato con la storia del trenino a vapore
porto santo stefano. Esce il libro “La ferrovia Orbetello-Porto Santo Stefano. Storia e immagini del trenino Baccarini”, scritto dal professor Gualtiero Dello Monaca, per sostenere l’attività del Centro Studi don Pietro Fanciulli. Il volume si può acquistare anche nella sede del polo culturale in via Scarabelli a Porto Santo Stefano: e comprando il libro, che ripercorre la storia di uno dei simboli della Costa D’Argento, si contribuisce a sostenere l’attività del centro. Gli eventuali introiti saranno infatti destinati alle iniziative culturali, che riprenderanno appena sarà terminata l’emergenza sanitaria da coronavirus e si procederà con le riaperture.
Intanto il Centro rimane aperto il martedì mattina dalle 10 alle 12 e il venerdì pomeriggio dalle 16, 30 alle 18, 30. In questi orari, il pubblico si può recare per ritirare la rivista culturale l’Argentariana e acquistare il libro sul Baccarini, che nei mesi scorsi ha ispirato anche una seguitissima mostra. «La linea Orbetello-Porto Santo Stefano venne inaugurata il 17 dicembre 1913 – si legge nel libro – Il servizio, gestito dalla Società Nazionale Ferrovie e Tranvie di Roma, era affidato a un trenino a vapore che, partendo da una stazioncina prefabbricata nella stazione di Orbetello Scalo, procedeva lungo la laguna di Ponente, attraversava Orbetello, percorreva la diga artificiale e, costeggiando di nuovo la laguna e il mare dell’Argentario, s’infilava in una serie di gallerie (i cosiddetti fori) fino ad arrivare all’entrata di Porto Santo Stefano. Il trenino dovette interrompere la sua attività nel marzo del 1944 a causa dei bombardamenti degli aerei alleati. I successivi tentativi di ripristinare la linea distrutta non ebbero successo e, con il passare degli anni, il suo ricordo si è fatto sempre più sbiadito». –
Andrea Capitani
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