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il lutto 

Si spegne per sempre il sorriso di Atena, la sorella Angelita: "Una perdita enorme"

Francesca Ferri
Si spegne per sempre il sorriso di Atena, la sorella Angelita: "Una perdita enorme"

Rossi aveva 45 anni, era malata grave dal 1997 e negli anni ha più volte fatto appello per vedersi riconosciuti i propri diritti

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MARINA DI GROSSETO. Una vita segnata dalla malattia, ma piena dell’amore e delle attenzioni della sua famiglia. Una vita da anni in bilico, minacciata a ogni respiro, fiaccata dalla fatica delle cure e complicata dalla burocrazia, eppure tenacemente difesa, ora dopo ora, giorno dopo giorno, per 24 anni. Una vita che purtroppo ha dovuto arrendersi.

Atena Rossi, la donna di Marina di Grosseto affetta da paraparesi spastica ereditaria – la Spg15 – dal 1997, simile alla sla ma che intacca anche le funzioni cognitive, si è spenta intorno alle 23 di martedì al policlinico Le Scotte di Siena, dove era ricoverata dal 21 marzo. Le sue condizioni, già molto gravi, erano precipitate negli ultimi tempi. A darne notizia è la sorella Angelita che non si è mai allontanata dal suo fianco, lasciando il lavoro per assisterla con un amore immenso e battendosi per i suoi diritti. Più volte Atena e Angelita si erano ritrovate costrette a rivolgersi alla stampa per chiedere assistenza e aiuto.

Dal 2014 Atena non usciva più da casa. Costretta in sedia a rotelle, non aveva un mezzo a disposizione e non poteva contare sull’autobus perché nessuno era dotato di pedana per le carrozzine. A dicembre 2018 Angelita lanciò un appello tramite Il Tirreno per poterla portare a casa dell’altra sorella, Alessia, per il pranzo di Natale. Rispose la cooperativa Uscita di Sicurezza che mise a disposizione un furgoncino attrezzato, regalando un giorno di gioia a tutta la famiglia, le tre sorelle e i genitori, mamma Francesca e babbo Elio.

Più delicata la situazione che i Rossi si trovarono ad affrontare l’anno scorso a febbraio. Angelita era stata operata, le era stato applicato un sondino per l’alimentazione ed era pronta alle dimissioni. Le sue condizioni, già gravi, a quel punto richiedevano un’assistenza 24 ore su 24 ma, paradossalmente, la sua malattia non era inclusa tra quelle per le quali la Regione garantiva l’assistenza continua. Di nuovo la sorella, disperata, chiese aiuto con un appello pubblico. La sua richiesta fu accolta, ma la soluzione arrivò solo in parte. Il solo sostegno economico, infatti, se da un lato ha garantito l’assistenza in una struttura, dall’altro ha costretto Atena a lasciare la famiglia, dove oltre alle cure per il suo fisico malato trovava anche quelle per il suo cuore e il suo spirito: l’amore incondizionato.

«Le strutture garantiscono la sicurezza, ma purtroppo ti privano degli affetti, che sono altrettanto importanti – dice con il cuore a pezzi la sorella Angelita –. E la pandemia non ha aiutato; negli ultimi mesi non abbiamo potuto farle visita come avremmo voluto. È una perdita enorme».

Martedì la famiglia ha potuto passare con lei del tempo. Non sapevano che sarebbero state le ultime ore. La camera ardente è stata aperta ieri pomeriggio all’obitorio del Misericordia. I funerali si tengono stamani alle 10,30 nella chiesa di San Rocco a Marina. Atena sarà poi cremata e le ceneri saranno custodite dalla famiglia. «La terrò con me a casa – piange Angelita – Al cimitero da sola non ce la lascio». —

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