Sicurezza
Maxifurti di pannelli fotovoltaici, chiuse le indagini: 17 a giudizio
Da Massa Marittima a Campagnatico, i colpi sono avvenuti l'uno dopo l'altro: era stato rubato anche un trattore.
Grosseto. Nei primi tre mesi del 2016, in provincia di Grosseto i colpi si erano susseguiti con una frequenza preoccupante: molti gli imprenditori agricoli che al mattino non avevano più trovato i pannelli solari installati nelle loro proprietà, con danni per centinaia di migliaia di euro.
Modalità analoghe di ingresso nei terreni, talvolta il danneggiamento dell’impianto di allarme o delle telecamere di videosorveglianza, erano state ricostruite dai carabinieri di Grosseto e Orbetello anche grazie ai tabulati telefonici esaminati dopo l’arresto (febbraio 2016) di un cittadino marocchino oggi 43enne, fermato mentre correva sull’Aurelia a bordo di una Focus, ritenuto responsabile di un colpo fallito nelle campagne del Poggiale, a Marina di Grosseto: quella notte il carico di 300 pannelli sul furgone (nascosti dietro elettrodomestici) aveva fatto affondare nel fango il mezzo ed era poi sopraggiunta una guardia giurata. Nell’auto della fuga tre telefoni cellulari che avevano continuato a squillare, tre giubbini, un paio di scarponcini sporchi di fango. Le dichiarazioni dell’arrestato e le intercettazioni avevano fatto il resto.
Adesso sono 17 i cittadini di nazionalità marocchina (tra cui appunto Salah Bensalem, all’epoca arrestato) che devono comparire davanti al giudice per rispondere di otto furti, di cui uno tentato. Sono per lo più residenti nella provincia di Salerno. Due imprenditori agricoli si costituiranno parte civile con l’assistenza degli avvocati Loredana Luiso e Paolo Valiani. La prima udienza è fissata per novembre.
Quali colpi? Quello della notte tra il 29 e il 30 gennaio 2016 alla Fattoria Il Fontino di Massa Marittima: 433 pannelli per 140mila euro. Quello della notte tra il 7 e l’8 febbraio 2016, a Poggio a Caiano di Campagnatico: 396 pannelli per 150mila euro. In questo caso è contestato anche il furto di un trattore John Deere, utilizzato per trainare l’autocarro caricato di pannelli fotovoltaici e rimasto impantanato. Quello della notte tra il 10 e l’11 febbraio 2016 a Versegge di Braccagni: 287 pannelli. Quello fallito al Poggiale, appunto, il 22 febbraio 2016: 300 pannelli per 51mila euro. Quello al Cavallino del Bufalo a Manciano, tra il 12 e il 13 marzo 2016: 368 pannelli. Quello al Ghiandaio di Roccastrada, 868 pannelli per 161mila euro. Quello a Vado all’Arancio di Massa Marittima, nella notte tra il 27 e il 28 marzo 2016: 840 pannelli, danno per 200mila euro. Ce n’è uno anche avvenuto a Forlì, tra il 29 e il 30 marzo, con 143 pannelli recuperati (ad Albenga) dei 300 rubati.
Non avrebbero agito tutti e 17 insieme, naturalmente. La Procura ha suddiviso, caso per caso, le presunte responsabilità di ciascuno, individuando comunque oltre tre persone coinvolte ogni volta. E per ogni episodio ha stabilito chi avrebbe materialmente commesso il furto, prima travolgendo la recinzione e poi caricando i pannelli, e chi avrebbe fornito servizi differenti: approntamento mezzi, individuazione del terreno, contatti con gli acquirenti della refurtiva. Pannelli che avrebbero dovuto prendere la strada del Marocco: ci sarebbe stato anche chi avrebbe pensato all’organizzazione del viaggio, preparando i biglietti necessari a chi doveva poi effettuare il trasporto. —
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